24 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Settembre 2021 alle 21:49:00

Cronaca News

Macchine rubate e rivendute sul web

Una volante
Una volante

Rubavano le auto, poi le rivendevano su internet. Al termine di indagini condotte dalla Polstrada, la Procura tarantina ha emesso l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di diciannove persone residenti nelle province di Taranto Brindisi e Lecce. Devono rispondere di ricettazione, riciclaggio e di estorsione ai danni di numerosi residenti nel capoluogo jonico.

L’attività investigativa, svolta dagli agenti della Squadra di pg della Polizia Stradale di Taranto, avviata dopo la denuncia presentata da un cittadino tarantino il quale aveva subìto il fraudolento trasferimento di proprietà della sua vettura, ha messo in luce l’esistenza di una organizzazione che, attraverso fittizie dichiarazioni di vendita, trasferiva la proprietà di veicoli rubati procedendo così ad una nuova intestazione a favore di acquirenti che erano in buona fede. Le autovetture che erano oggetto di riciclaggio, attraverso una serie di operazioni fittizie venivano intestate a persone inesistenti con utilizzo improprio dei dati identificativi dei reali proprietari, i quali erano del tutto ignari di tale operazione e quindi inconsapevoli dell’illecito compiuto a loro danno.

Per poter procedere con i fraudolenti trasferimenti di proprietà, il gruppo portava via le carte di circolazione dall’interno delle vetture procedendo allo loro relativa sostituzione con quelle di altre dello stesso tipo. Tale condotta è risultata finalizzata a dissimulare l’asportazione dei veicoli e quindi propedeutica al successivo furto e al consequenziale riciclaggio, in quanto consentiva di utilizzare i dati identificativi di un’altra vettura dello stesso tipo. Le operazioni documentali risultavano fondamentali per nascondere definitivamente la provenienza illecita delle autovetture che una volta “ripulite” venivano rivendute attraverso piattaforme internet. L’organizzazione, costituita da specialisti dediti al furto di veicoli e ben ramificata sul territorio, in alcuni casi estorceva ai proprietari delle auto rubate cospicue somme di denaro attraverso il fenomeno del cosiddetto “cavallo di ritorno”. Pretendevano un riscatto in cambio della restituzione del mezzo.

Per interrompere gli innumerevoli furti di macchine che venivano registrati nel capoluogo jonico sono stati predisposti da parte degli agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria una serie di mirati servizi di contrasto i quali sono culminati con l’arresto in fragranza di reato di due persone che erano al vertice dell’organizzazione criminale. Le indagini eseguite dalla Polizia Stdadale hanno consentito di recuperare un considerevole numero di vetture rubate e destinate alle operazioni di riciclaggio o in alternativa al fenomeno consolidato nel tempo del cosiddetto “cavallo di ritorno”.

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