26 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Luglio 2021 alle 16:41:18

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Il crocifisso di Pupino per il nuovo cardinale Semeraro

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Il crocifisso di Pupino per il nuovo cardinale Semeraro

Il 28 novembre 2020 è stata la data del settimo Concistoro di Papa Francesco: la convocazione del Collegio cardinalizio della Chiesa Cattolica, per decretare formalmente, alla presenza del Collegio come vuole il Codice di Diritto Canonico, il rango di Cardinale ai tredici annunciati dal Balcone di San Pietro, al termine dell’Angelus, il 25 ottobre scorso.

Tra i neo-porporati il neo Prefetto (dal 15 ottobre scorso) della Congregazione delle Cause dei Santi S.E.R. Mons. Marcello Semeraro, dal 2013 Segretario del Consiglio dei Cardinali nel governo della Chiesa Universale e per la riforma della Curia Romana, nomina avuta dal Pontefice argentino Jorge Mario Bergoglio ad un mese dalla sua elezione, servizio che svolge per aiutare il Papa nella riforma della Curia di Roma e nel governo della Chiesa Universale. Monsignor Semeraro ha radici pugliesi (è nato a Monteroni di Lecce nel 1947 tre giorni prima di Natale); le sue radici sono esaltate infatti anche dal bellissimo Crocifisso Pettorale, opera dello scultore tarantino Aldo Pupino, indossato dal presule in varie circostanze (vedi foto). Commissionato dall’onorevole Domenico Maria Amalfitano, grande estimatore dell’arte toreutica di Aldo Pupino (autore di varie opere pubbliche a sbalzo e cesello, tra cui i bronzi della Cappella dell’Ospedale SS. Annunziata ed il Battistero della Chiesa del Sacro Cuore in via Dante a Taranto), il Crocifisso Pettorale racchiude nella sua forma, a Croce latina, tronco e rami di un nodoso ulivo pugliese, soggetto e protagonista di molti lavori dell’artista sia scultorei che pittorici.

L’incontro tra Monsignor Semeraro ed Aldo Pupino con la sua famiglia avvenne d’estate a Lama nel 1998, poco tempo prima dell’Ordinazione Vescovile del 29 settembre 1998 a Lecce (è stato infatti nominato Vescovo di Oria da Papa Wojtyla il 25 luglio 1998 e consacrato il 29 settembre dello stesso anno). Monsignor Semeraro, ora porporato, aveva annunciato all’improvviso per telefono che sarebbe passato da Lama, per conoscere personalmente Aldo Pupino, lo scultore designato a creare un dono d’arte per la sua Ordinazione vescovile alla Diocesi di Oria. Fu un incontro di grande spiritualità che diede all’artista la forza e lo stimolo giusto per creare un’opera degna dell’illustre destinatario. Mons. Semeraro uscì ormai certo che Aldo Pupino fosse l’artista adatto per esaltare l’evento della sua Ordinazione a Vescovo di Puglia con un’opera ispirata alla Sua terra salentina; dopo qualche giorno dette un secondo appuntamento all’artista questa volta nel Santuario di San Cosimo alla Macchia dove era ospite.

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Il crocifisso di Pupino per il nuovo cardinale Semeraro

Colpito dall’atmosfera, dal paesaggio, dagli ulivi vicini al Santuario dalla forma particolare, col tronco allungato ed i rami slanciati verso il cielo come i bracci di una Croce, Pupino comprese che quella doveva essere l’immagine per un Crocifisso tutto pugliese da offrire in dono a Mons. Semeraro Marcello come Pettorale. Bastò un accenno all’illustre destinatario che lasciò all’artista tutta la libertà creativa. È stato inviato proprio in questi giorni al neo porporato l’expertise, richiesto dal presule, dell’amato Crocifisso Pettorale in argento realizzato nel 1998 da Aldo Pupino con tre tecniche: toreutica (ovverosia sbalzo e cesello), fusione, trafilatura.

Il Crocifisso Pettorale d’argento è un unicum. In appena 10 cm. di altezza e 6 di larghezza la Croce raffigura tronco e rami di un nodoso ulivo fratello dei secolari ulivi di Puglia. Per Pupino infatti l’ulivo è un albero sacro ed è protagonista della ricerca artistica di Pupino (vedi il grande Bassorilievo ad Aldo Moro collocato nel Liceo Classico Archita di Taranto, dove è stato vandalizzato da ignoti; adesso è sparito nel nulla. Ma questa è un’altra storia). Dal disegno ad inchiostro di china l’assimilazione Ulivo/Croce è più chiara: tronco, rami, foglie sono mirabilmente contenuti con sapiente disegno nello spazio della Croce latina. Dal bozzetto prende il via il faticoso lavoro manuale, con l’aiuto del toreus o attrezzo per lo sbalzo dal rovescio della lamina, per ottenere i rilievi, e per la cesellatura dal dritto per gli incavi. La catena che regge il Crocifisso è trafilata tutta a mano e composta da anelli ellissoidali e rettangolari saldati ad uno ad uno.

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