01 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Agosto 2021 alle 17:54:00

foto di Pierangelo Capuzzimati
Pierangelo Capuzzimati

FAGGIANO – Per la causa di beatificazione di Pierangelo Capuzzimati dovrebbe essersi conclusa l’acquisizione delle testimonianze. A distanza di quasi un anno, sembra segnare un po’ il passo il processo di beatificazione del servo di Dio Pierangelo Capuzzimati. La “causa” religiosa era iniziata infatti lo scorso 10 gennaio 2020, presso la locale Curia Arcivescovile, con la sessione di apertura dell’Inchiesta Diocesana. Brevemente ricordiamo la rapida vita terrena del giovane Pierangelo il quale, nato a Taranto ma vissuto a Faggiano, è volato al cielo poco più che diciottenne: insomma una vera e propria ”scheggia di paradiso”.

Era infatti il lontano 30 aprile 2008 quando, a causa di una leucemia che non gli ha lasciato scampo, Pierangelo Capuzzimati si spegneva serenamente. L’attenzione all’essenziale, alla carità e alla preghiera che questo giovane richiamava, erano già note sin dalla sua prima infanzia e si erano poi sempre più accresciute in seguito, con gli anni adolescenziali. In Pierangelo Capuzzimati si poteva quindi parlare di estrema bontà, di altruismo ineffabile e di sensibilità compassionevole, virtù elargite indistintamente nei confronti delle persone che conosceva nel corso del proprio cammino e che attirava a Dio e alla Madonna. In tutto questo tempo non sono certo mancate le testimonianze circa le virtù di Pierangelo la cui breve parabola storica, anche a distanza di anni dalla sua salita in cielo, continua ancora a far parlare di sé. Lo dimostra proprio la vicinanza nell’ascolto della preghiera di chi lo amò in terra e, una volta conosciuta la sua vita, a imparato ad amarlo anche ora che non c’è più. Risulta assai importante, quindi, far conoscere meglio questa figura e soprattutto, la sua pratica di amore verso Dio che, ripetiamo, continua anche ora a operare in chi, con lui, prega il Signore.

L’atto di beatificazione in corso, com’è risaputo, è quel lungo processo attraverso il quale la Chiesa riconosce l’ascensione di una persona defunta al Paradiso e la conseguente capacità di intercedere a favore di fedeli che lo pregano. E’ una tappa obbligata e precede poi il vero e proprio processo di canonizzazione, al termine del quale un servo di Dio è riconosciuto santo. Per Pierangelo Capuzzimati siamo ancora agli inizi e dovrebbe essersi al momento conclusa almeno la fase di ascolto testimoni: il covid, purtroppo, ha inciso anche in questo. Va detto tuttavia che si sono ampiamente allargate le richieste non solo in ambito nazionale, ma anche in quello estero, di materiale per conoscere meglio Pierangelo e diffonderne l’ esperienza religiosa.

In India, ad esempio, alcuni seminaristi hanno creato un’apposita pagina Facebook denominata “Gli amici di Pierangelo” mentre in Spagna, a Madrid, un sacerdote ha preso talmente a cuore la figura di Pierangelo, da creare un gruppo Whatsapp e una pagina Facebook. La famiglia di Pierangelo è in costante contatto con questo presbitero il quale ha persino tradotto, in spagnolo, la preghiera ufficiale per chiedere intercessione al Servo di Dio Pierangelo Capuzzimati (che potete visionare nel presente articolo). Tra le diverse attività che ruotano intorno alla figura di questo ragazzo morto in odore di santità, ricordiamo anche l’omonima associazione onlus, che fu costituita l’8 dicembre 2008 e che ha sede proprio a Faggiano in via Cesare battisti n. 17.

Una vicenda umana, quella di Pierangelo, che merita pertanto di essere conosciuta e approfondita perché schiude a tutti, nessuno escluso, soprattutto i giovani, la figura di una persona in possesso di una forte particolarità individuale e di una fede adulta, testimoniate entrambe ogni giorno con la sua stessa vita.

 

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