19 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Gennaio 2021 alle 18:07:39

Cronaca News

Porto di Taranto, «Puntiamo ancora su Sergio Prete»


Sergio Prete

«Come Ance Taranto ci uniamo a quanto emerso dal dibattito che, nel corso delle ultime settimane, ha visto l’unanime convergenza di tutte le forze politiche, economiche e sociali sulla prosecuzione della gestione Sergio Prete per l’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio». È quanto dichiara Fabio De Bartolomeo, presidente Ance Taranto, in vista della nomina del nuovo presidente dell’Authority.

Secondo l’Ance, quella della riconferma di Sergio Prete è «una scelta, auspicabile, che va nella direzione di una continuità amministrativa che è necessaria per proseguire gli interventi di infrastrutturazione e potenziamento del Porto di Taranto sin qui avviati e dai quali dipenderà molto del futuro della nostra comunità. Taranto – spiega Fabio De Bartolomeo – in forza della sua forte dotazione finanziaria, è oggi proiettata verso scenari importanti di cambiamento e rafforzamento, scenari che impongono di procedere con speditezza, senza più alcun indugio. Ci attendiamo, in particolare, che le opere pubbliche avviate, o ancora da avviare, possano presto giungere a conclusione». «L’Autorità di sistema portuale è infatti chiamata oggi a garantire il rispetto dei cronoprogrammi degli importanti investimenti che sono in atto e ad attivarsi per giungere ad una rapida conclusione dei procedimenti amministrativi ancora in itinere per l’avvio degli altri interventi in programma.

La stessa Autorità dovrà inoltre svolgere un ruolo determinante per l’avvio dei complessi processi di recupero e valorizzazione dei waterfront urbani, necessari per giungere a quella ricomposizione del rapporto città-porto che ha visto in questi mesi, grazie anche all’attenzione del Presidente Prete insieme al Sindaco, una forte accelerazione. Facciamo riferimento, dunque, a procedimenti amministrativi e processi decisionali, indispensabili per il nostro presente e futuro, che non possono rischiare di subire battute d’arresto o ritardi per la mancanza di una continuità amministrativa che oggi, più che in passato, appare non solo opportuna ma necessaria.

Auspichiamo pertanto – conclude il presidente dell’Ance Taranto, Fabio De Bartolomeo – che i competenti organi, chiamati nei prossimi giorni ad assumere la decisione di affidare la guida dell’Autority per il prossimo quadriennio, possano esprimersi in tal senso e farlo entro l’anno, al fine di ripartire ad avvio 2021 con una governance definita e pronta a sostenere tutti i processi di sviluppo del territorio». Dello stesso avviso Raccomar Taranto.

«Come Agenti Raccomandatari Marittimi siamo dell’idea che il prof. Sergio Prete sia da riconfermare alla guida dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Porto di Taranto – dichiara Giuseppe Melucci, presidente di Raccomar Taranto – La sua singolare preparazione, la consolidata esperienza, la conoscenza dell’ambito portuale e del territorio, l’impegno profuso in questi anni negli interventi di rilancio e potenziamento dello scalo portuale, l’intuizione di creare una maggiore interazione fra il Porto e la Città, per molto, troppo tempo distanti, ci spingono a ritenere che il prof. Prete sia il candidato ideale per succedere a se stesso alla guida della Presidenza dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Jonio, Porto di Taranto»

«Il porto di Taranto, nonostante la crisi degli ultimi anni, movimenta un tale volume di traffico merci da annoverarlo fra i più attivi tra porti italiani; la ripresa del traffico containerizzato e l’imminente sviluppo del mercato crocieristico portano a considerare consolidato un significativo ulteriore rilancio delle attività portuali, con relativo prossimo incremento delle attività di imbarco, sbarco e transito di marittimi e passeggeri».

«Non avrebbe senso un cambio di rotta, proprio oggi che il Porto ha bisogno di stabilizzare quelle progettualità che sono finalmente in fase di realizzazione». «Non va sottaciuto che la riconferma del prof. Prete – conclude Raccomar – rappresenta un’occasione per non sospendere quel sano confronto, già in questi anni avviato, sulla portualità e le possibili ricadute economiche sul territorio».

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