01 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Agosto 2021 alle 18:52:00

Cronaca News

Spaccio a minorenni, preso un tarantino

foto di Il Comando provinciale dei Carabinieri di Ravenna
Il Comando provinciale dei Carabinieri di Ravenna

RAVENNA – La droga sarebbe stata ordinata via chat: con due emoticon di caffè si intendevano due grammi di marijuana. G.S., militare trentaseienne della Guardia costiera, originario di Taranto ma in servizio a Porto Corsini, sul litorale ravennate, è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo operativo.

E’ stato trovato in possesso di qualche grammo di droga, tra cocaina, hashish e marijuana e, sulla base delle successive indagini è stato denunciato anche per spaccio aggravato a tre minorenni. Un pezzo di hashish è stato trovato in un cassetto della sua scrivania, in caserma. Le indagini che sabato scorso hanno portato all’arresto del trentaseienne originario di Taranto sono partite da un altro episodio: un sedicenne sorpreso a rubare nell’abitazione di un amico si sarebbe giustificato dicendo che gli servivano soldi per pagare la sostanza stupefacente.

Il giovane ha quindi indicato il militare della Guardia costiera. Secondo le verifiche eseguite dagli investigatori del Nucleo operativo del Comando provinciale di Ravenna, coordinati dal sostituto procuratore, dott.ssa Angela Scorza, la droga sarebbe stata ordinata via chat. La madre di un ragazzo che spesso chiedeva soldi, in una circostanza si sarebbe fatta passare al telefono il presunto spacciatore di stupefacenti, ricevendone le scuse. Il trentaseienne è stato interrogato dal giudice delle indagini preliminari in videoconferenza dal carcere della città romagnola e ha negato di avere mai spacciato, sostenendo che la droga era per uso personale e che la cocaina, poco più di due grammi e mezzo, era ancora in dosi perché era stata acquistata a Ravenna il 26 novembre scorso. Il pubblico ministero ha chiesto al giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Ravenna di emettere nei confronti del 36enne una ordinanza di custodia cautelare ai “domiciliari”. L’indagato ha riferito della disponibilità ad accoglierlo di un familiare, a San Giorgio Jonico, in provincia di Taranto. Il giudice delle indagini preliminari si è riservato di decidere.

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