28 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Settembre 2021 alle 23:58:00

foto di La via centrale, deserta, a Martina Franca
La via centrale, deserta, a Martina Franca

MARTINA FRANCA- Le ore fredde e vuote di un inverno di provincia ai tempi del Covid. Parafrasando e rivedendo in versione invernale uno dei più grandi successi di Claudio Baglioni, “Strada facendo”, si potrebbe descrivere così lo scenario che la sera offre il centro di Martina poco dopo le 20. Effetti del cosiddetto coprifuoco imposto da una recente ordinanza del sindaco Franco Ancona oppure della paura dei contagi schizzati nelle ultime settimane. O forse di entrambe.

Anticipare di un’ora la chiusura dei negozi (ad eccezione di quelli alimentari, di farmacie e parafarmacie) ha prodotto i suoi effetti, per ora sulla circolazione della gente, drasticamente ridotta e annullata nelle ore serali. Se ha contribuito anche a contrastare la circolazione del virus nella popolazione si saprà nelle prossime settimane. Nonostante i mugugni e i malumori, sfogati come al solito sui social, i martinesi hanno rispettato le nuove misure. Così da venerdì della scorsa settimana le strade del centro, anche quelle dei negozi, sono rimaste tristemente vuote. Le luminarie sparse per il centro, gli alberi di Natale e i maxi giocattoli con le luci colorate certamente creano l’atmosfera natalizia ma non alleviano la tristezza che si percepisce da alcuni giorni. Dall’inizio della settimana Martina vive i suoi giorni più neri. La città della Valle d’Itria piange due vittime fra le quali un volontario della Croce Rossa Italiana. Dolore e paura hanno “contagiato” i martinesi, perché 397 casi e 15 decessi, tre dei quali in soli due giorni, fanno paura.

L’ordinanza del primo cittadino e il coprifuoco delle 19 restano in vigore fino ad oggi. Non è escluso che la misura venga prorogata ma per prendere nuove decisioni Ancona attende il nuovo Dpcm. Anche i martinesi attendono. Ovviamente per motivi diversi. L’intenzione è quella di prorogarla, sempre che le nuove disposizioni lo consentano. Intanto i martinesi restano chiusi in casa in attesa che la tempesta del maledetto Covid si plachi.

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