27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 23:04:00

foto di Leonardo di Grottaglie
La Leonardo di Grottaglie

GROTTAGLIE- “Bene piano di sviluppo, ora si dia concretezza al dialogo tra azienda , istituzioni e sindacato” Così la Uil Puglia sulla Leonardo Grottaglie.

“Apprendiamo con soddisfazione l’intenzione espressa da Leonardo di intavolare una discussione sugli investimenti per lo sviluppo del sito industriale di Grottaglie, mettendo da parte quella che sembrava una mera gestione della crisi dello stabilimento ora si convochi quanto prima il tavolo istituzionale, anche per scongiurare definitivamente l’ipotesi di ricorso alla cassa integrazione e per confrontarci sulla situazione dell’indotto, che resta critica, dando seguito e soprattutto concretezza all’accordo di programma già siglato tempo addietro”. Lo hanno dichiarato Franco Busto, segretario generale della Uil di Puglia e Andrea Toma, segretario regionale della Uil di Puglia con delega all’Industria, a margine della riunione che ha coinvolto i rappresentanti di Leonardo, la task force regionale per il lavoro e le organizzazioni sindacali.

“Creare un polo dell’aerospazio, che coinvolga l’aeroporto di Grottaglie e il know how industriale e produttivo di Leonardo- hanno aggiunto Franco Busto e Andrea Toma- permetterebbe di far partire quel progetto di diversificazione della produzione che il sindacato e la Uilm in testa reclamano da anni per rompere il vincolo dell’azienda con la monocommittenza Boeing, che ha messo a repentaglio i livelli occupazionali di un sito d’eccellenza non solo per l’industria territoriale, ma nazionale”. Desta preoccupazione la situazione dello stabilimento Leonardo di Grottaglie. Il ridimensionamento della produzione da parte dell’azienda nei giorni scorsi ha indotto allo sciopero i dipendenti. Il ridimensionamento dell’attività produttiva dello stabilimento, che ha visto passare la produzione passare da quattordici a sei fusoliere al mese, ha spinto le maestranze a presidiare l’ingresso della grande fabbrica, per garantirsi il futuro proprio, ma anche per dare speranza alla modernizzazione industriale e per dare sicurezza al lavoro, nei territori locali, provinciali e regionali.

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