27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 21:58:00

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Sanità, una proposta dal Mezzogiorno Federato

foto di Emergenza coronavirus
Emergenza coronavirus

Il fenomeno pandemico, accanto alle decisioni propedeutiche alla riattivazione del sistema produttivo del Paese, impone di mettere mano alla riprogrammazione del Servizio Sanitario Nazionale, facendo tesoro dell’esperienza emergenziale sinora attraversata. Il punto focale di questa esperienza è la centralità della medicina di territorio, che deve essere il cuore della riorganizzazione della gestione della salute nei suoi contenuti e nelle sue istituzioni. L’azione deve essere globale e locale. Globale, nella ricerca, per i vaccini e per i farmaci curativi, per tutti. Locale, nel sostegno e riorganizzazione del sistema sanitario nazionale, nella sua dimensione interregionale e nel rapporto anche finanziario con la UE.

SI PROPONE:

  1. A) – graduale riattivazione di percorsi protetti assistenziali, sia territoriali che ospedalieri e riabilitativi, per tornare a fronteggiare le patologie ordinarie, a cominciare da quelle più complesse (oncologia, terapie radianti, diagnostica per immagini, malattie cardiocircolatorie e respiratorie, neurologia, nefrologia, ematologia, attività chirurgiche di elezione e trapiantologiche, medicina interna);
  2. B) – verifica delle attività intensivistiche e infettivologiche pre e post pandemia e ritaratura in base alle esigenze ordinarie e alla subentrata straordinarietà, alfine di costruire una duplice e sostenibile risposta modulare: di base ed emergenziale;
  3. C) – rafforzamento ed estensione di tutte le attività di prevenzione, di assistenza territoriale e della continuità assistenziale nonché riabilitative, anche attraverso la sperimentazione di setting assistenziali innovativi e contestuale superamento di modelli obsoleti e/o inefficaci; rafforzamento e allargamento delle attività vaccinali; rafforzamento strutturale, tecnologico e organizzativo dei Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.LL.; riorganizzazione dei modelli strutturali, tecnologici e organizzativi dei Distretti sanitari delle AA.SS.LL., nelle plurime funzioni assistenziali, riabilitative e amministrative; ricontrattazione del rapporto professionale con i Medici di Medicina Generale ed i Pediatri di Libera Scelta finalizzata alla ridefinizione dei percorsi assistenziali rivolti agli assistiti diretti, alle attività di gruppo, all’assistenza ai pazienti ospitati nelle strutture territoriali (Case della Salute, Ospedali di Comunità, RSA, RSSA, Case protette, Hospices) nonché alla attivazione dei fondamentali e quasi mai attivati processi di integrazione tra assistenza territoriale e assistenza ospedaliera, anche attraverso l’istituzione di Dipartimenti integrati; rafforzamento, di concerto con i competenti Istituti nazionali, delle azioni di tutela della salute nei luoghi di lavoro; rafforzamento strutturale, tecnologico ed organico della Medicina Veterinaria; potenziamento del sistema di emergenza 118, con ulteriori modelli di integrazione di risorse pubbliche e del volontariato; razionalizzazione dell’assistenza farmaceutica, anche attraverso la ridislocazione delle farmacie convenzionate, l’implementazione delle loro attività di prevenzione e di diagnostica di base, la ricontrattazione dei modelli di distribuzione del farmaco; potenziamento delle Agenzie Regionali di Protezione Ambientale che finalizzazione specifica al contrasto degli inquinamenti che favoriscono le patologie infettive e le diffusione epidemiche;
  4. D) – riconsiderazione dell’assistenza ospedaliera in direzione di un approccio olistico al paziente, della semplificazione delle rigidità organizzative e gerarchiche e dell’integrazione sempre più accentuata tra le attività mediche, delle professioni sanitarie e ausiliarie; potenziamento delle attività ospedaliere di diagnosi e cura con tempistica limitata (day service, day hospital, day surgery). I modelli assistenziali descritti vanno contestualmente sostenuti da percorsi formativi appropriati tali da consentire il reclutamento del personale necessario, sia in termini qualitativi che quantitativi.

Analogo sostegno va assicurato alle attività di ricerca attraverso una sempre più puntuale integrazione tra le istituzioni universitarie, i centri e gli istituti di ricerca e le strutture del SSN. Onde consentire l’efficientamento e/o la realizzazione delle attività proposte, appare necessario e improcratinabile:

1) – l’incremento delle risorse attribuite al Fondo sanitario nazionale, allineando agli stanziamenti previsti nei principali Paesi europei (+10% del PIL), estrapolando tale spesa dal Piano di Stabilità in considerazione della sua obbligatorietà;

2) – revisione dei criteri di riparto del Fondo tra le regioni, attenuando l’effetto della quota pesata (anzianità della popolazione) e introducendo l’indice di deprivazione;

3) – istituzione di un Fondo decennale, cofinanziato dall’Unione europea, destinato alle regioni carenti di standard organizzativi, tecnologici e strutturali, alcune di ridurre progressivamente e definitivamente il gap esistente con le regioni più efficienti;

4) – ridefinizione del rapporto pubblico/privato con l’obiettivo di riconsegnare all’organizzazione sanitaria pubblica le funzioni e le attività assistenziali strategiche; contrasto delle attività private funzionali alla formazione di quote significative di mobilità passiva;

5) – ridefinizione degli standard organizzativi, strutturali e tecnologici delle residenze, a vario titolo destinate all’assistenza delle persone anziane e/o fragili, e introduzione di un sistema efficace e permanentemente di controlli quali/quantitativi;

6) – aggiornamento dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) finalizzato al rafforzamento dello spettro prestazionale e al miglioramento complessivo dell’assistenza erogata dal Servizio Sanitario Nazionale. Nella riorganizzazione e rilancio della medicina territoriale, il medico deve.avere il primato decisionale, ed i comuni dovranno avere un ruolo attivo sopratutto nella prevenzione.

Ancora oggi il sindaco è il primo responsabile della salute pubblica nel suo comune. Le Regioni del Mezzogiorno devono essere ricondotte ad una riorganizzazione della gestione sanitaria su base funzionale, non limitata nei confini amministrativi regionali. Questo attraverso una collaborazione sistemica dovrà regionale, resa possibile dalla applicazione convinta delle norme sancite dall’art.117 della Costituzione Italiana.

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