25 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Settembre 2021 alle 07:15:05

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Quando a Martina Franca fu scritta la Carta Ue

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Quando a Martina Franca fu scritta la Carta Ue

MARTINA FRANCA – Correva l’anno 2003 e l’Europa aveva un progetto ambizioso, scrivere la sua Costituzione. La Convenzione Europea, presieduta da Valéry Giscard d’Estaing iniziò un percorso pieno di ostacoli, nonostante le buone intenzioni e la guida affidata al presidente francese, considerato un europeista convinto.

Quel percorso fece tappa a Martina Franca il 29 e 30 ottobre 2003 col Consiglio dei Comuni e e delle Regioni d’europa perchè la Carta prendesse corpo dalle comunità cittadine, dai territori. Nella cittadina della Valle d’Itria, il salone del piano nobile del Palazzo Ducale (poi diventato sala consiliare) rimesso a nuovo a tempo di record, ospitò le due giornate di lavori coordinate da Giscard d’Estaing. Una giornata storica per Martina che dopo personaggi come il presidente della Repubblica Sandro Pertini (nel 1980) e il papa Giovanni Paolo II (nel 1989) ospitò il presidente di una commissione incaricata di redigere la Costituzione Europea. Nelle pause dei lavori Giscard d’Estaing si lasciò conquistare da Martina e dalla sua bellezza.

Volle visitare il centro storico. Girando lo sguardo fra vicoli e palazzi si fermò ad ammirare la facciata barocca della Basilica di San Martino, il vescovo di Tour, patrono di Martina ed emblema della sua identità religiosa e culturale. “Questa zona antica ha un’impronta francese e non solo per il Santo di Tour, un grande Santo“. Commentò durante la visita. Accompagnato dai vari rappresentanti istituzionali dell’epoca, fra cui il sindaco Leonardo Conserva, il presidente della Regione Raffaele Fitto e il Ministro delle Politiche Comunitarie Rocco Buttiglione, si interessò molto dell’economia e della storia di Martina. Fece diverse domande sull’agricoltura e la zootecnia e rise divertito quando gli fu raccoltato dell’asino di Martina Franca e del cavallo Murgese.

Dopo l’incontro col Consiglio comunale presieduto da Antoni Ruggieri, mollò la scorta, chiamò una delle interpreti e uscì da Palazzo Ducale per visitare la bottega della ceramica di Grottaglie nella vicina piazza Agostino Casavole. Fra regali e una cena in un relais masseria aveva apprezzato particolarmente i piatti i ceramica e se ne fece realizzare uno di notevoli dimensioni dal maestro grottagliese Gianni De Siati. Ma il presidente Giscard d’Estaing apprezzò soprattutto l’accoglienza della gente, la piazza piena di ragazzi davanti a Palazzo Ducale e l’orchestra di bambini che salutò il suo ingresso nella sala dei lavori con le note dell’Inno alla Gioia di Beethoven, inno dell’Unione Europea. “Conseverò un ben ricordo del mio arrivo a Palazzo Ducale con tanti bambini e dell’orchestra di simpatici musicisti“. Giscard d’Estaing è morto l’altra sera a 94 anni a Tour, anche lui a causa del maledetto Covid. Il suo nome resta nella storia dell’Europa e della Francia. E anche in quella di Martina tappa della Costituzione europea che, bocciata dalla maggior parte degli stati membri, fu in parte recepita dal Trattato di Lisbona.

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