19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:17:57

fotodi Rosalba De Giorgi
Rosalba De Giorgi

La metafora delle “stelle cadenti” è, ormai, trita e ritrita. Ma il travaglio del Movimento Cinquestelle a Taranto difficilmente può sfuggire al calembour. Oggi l’eurodeputata tarantina Rosa D’Amato dovrebbe sancire lo strappo dai pentastellati e passare tra i Verdi. Come scrive Huffington Post, «Ignazio Corrao, Pier Nicola Pedicini, Eleonora Evi e Rosa D’Amato hanno lasciato il Movimento e stanno per aderire al gruppo dei Verdi europei.

Domani (oggi, ndr) la famiglia politica guidata all’Eurocamera dal belga Philippe Lamberts e dalla tedesca Ska Keller ne discute in una riunione straordinaria». D’Amato era stata più che critica all’annuncio dell’accordo tra Pd e M5s in Puglia: «Nella mia Puglia il M5s (non mio) è ufficialmente in maggioranza e con i voti della stessa maggioranza ottiene la Vicepresidenza del Consiglio. Per l’assessorato bisogna attendere ancora un po’. Cosa diceva il testo di sintesi degli Stati Generali? Sentito il territorio, vero? Balle! Mi perdonerà l’amico Cristian Casili ma non posso di certo porgergli i miei auguri. È l’implosione definitiva di un movimento che non c’è più. Ormai ogni principio e regola non valgono. E’ lampante che l’alleanza col Pd è strutturale! Non ci ammorbate con la farsa degli Stati Generali.

Tutto procede secondo un copione deciso a Roma. Sottolineo che in Puglia non esiste uno straccio di accordo, di contratto col Pd : zero garanzie. Le derive anti-democratiche, la retromarcia su battaglie legittime, la mancanza di meritocrazia, le epurazioni mirate, sono solo alcuni elementi di una deriva inarrestabile. I colpevoli ? Capo politico provvisorio, e forse anche l’ex capo-politico e tutti i big romani, ma il dito da puntare è anche verso chi è stato complice per convenienza politica personale, così come chi ha visto e non ha alzato un dito, per timore d’essere isolato e non candidato. Sono con i miei elettori, con i miei valori e fedele al programma elettorale. Sono giorni intensi e bisogna assumersi la responsabilità di decisioni importanti».

Ma ieri a far sentire la sua voce è stato anche il deputato Giovanni Vianello: «L’accordo sull’ex Ilva di Taranto slittato a dicembre, non è solo una sconfitta per la città ma per l’Italia intera. Il Ministero dell’Economia guidato dal Pd che ha manovrato la trattativa ha dimostrato di essere incapace di tutelare i diritti costituzionali, condannando a un infelice destino i figli di Taranto. Per onestà intellettuale devo ammettere che il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero per l’Ambiente guidati dal M5s si sono dimostrati subalterni al MEF a guida Pd, e non all’altezza. Si palesa la sottomissione dei vertici del M5s al Partito Democratico nazionale. Sarebbe questa ‘la forza costruttiva e matura’ di cui parla il reggente del M5s Vito Crimi? Cosa c’è di costruttivo e maturo ad assecondare decisioni che di fatto schiacciano il diritto alla salute e il diritto ad una vita dignitosa? È una vergogna, Vito Crimi dovrebbe dimettersi, verranno sprecati miliardi di euro di soldi pubblici mentre si continuerà ad inquinare e a prorogare la cassa integrazione per i lavoratori.

Assistiamo a un film già visto in perfetta linea con la teoria dei corsi e ricorsi storici che ormai si ripete da vent’anni in cui la città di Taranto è sempre la vittima di governi miopi». Vianello resta tra i Cinquestelle, che le sue colleghe, onorevoli Rosalba De Giorgi e Alessandra Ermellino hanno abbandonato da tempo. Prima di loro, lo aveva fatto Vincenza Labriola, oggi sempre deputata – ma con Forza Italia – che chiede le dimissioni dello stesso Vianello: «Il collega Giovanni Vianello dovrebbe scusarsi con i tarantini per le sue dichiarazioni e dimettersi. In una nota il deputato grillino accusa il Mef guidato dal Pd di aver manovrato la trattativa sull’ex Ilva senza essere stato capace di tutelare i diritti costituzionali. Mi chiedo se è cosciente di ciò che dichiara.

Gli errori e lo scempio sul siderurgico risalgono al primo governo Conte, con Di Maio ‘super ministro’ del lavoro e delle attività produttive e con Sorial alla gestione delle crisi industriali per poi proseguire con Patuanelli che ha perso solo tempo dicendo tutto e il contrario di tutto. Non si usi la tragica vicenda del siderurgico per i dissidi interni al proprio partito. Non ho infatti mai sentito il collega Vianello sostenere in commissione la richiesta di udire urgentemente Costa sul piano ambientale. Conservi almeno un po’ di onestà intellettuale». Il M5s è già sparito dal consiglio comunale tarantino: il candidato sindaco Francesco Nevoli si è dimesso, Massimo Battista e Rita Corvace, subentrata a Nevoli, hanno abbandonato le insegne pentastellate, sempre in polemica con la posizione del partito sul Siderurgico. In consiglio regionale, Marco Galante resta nel Movimento e con Grazia Di Bari, Rosa Barone, Cristian Casili ha chiesto al governatore Michele Emiliano «la convocazione urgente di un tavolo tra tutte le parti interessate all’accordo di programma finalizzato alla chiusura dell’area a caldo, in linea con quanto già fatto a Genova. Visti i costi sociali, ambientali e sanitari prodotti dal siderurgico, è necessario lavorare insieme per la riconversione economica e sociale di tutta l’area di Taranto, puntando su settori economici nuovi e competitivi: l’accordo di programma è necessario per favorire lo sviluppo di attività produttive compatibili con la normativa a tutela della salute e dell’ambiente e diverse dal ciclo produttivo siderurgico dell’area a caldo.

L’obiettivo – continuano i consiglieri Cinquestelle – è promuovere un nuovo modello economico e sociale che punti alla progressiva sostituzione delle fonti fossili con quelle rinnovabili e alla eliminazione delle principali fonti inquinanti. Per far questo è indispensabile il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali, a tutti i livelli. Lo dobbiamo ai cittadini di Taranto». Non sfugge che la nota non porta la firma di Antonella Laricchia, già candidata presidente dei Cinquestelle e che ha criticato, con toni più che aspri, i suoi colleghi per il patto in Regione con il Pd. “Polvere di stelle”, anche, è una espressione già usata…

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