Attualità

Dopo 22 anni in piazza il Popolo… delle imprese

“Abbiamo chiuso le nostre botteghe, abbiamo rinunciato ad una giornata di lavoro, che per noi è essenziale per portare qualcosa a casa per le nostre famiglie”


TARANTO – Hanno rinunciato ad una giornata di lavoro per manifestare. Roma diventa la “piazza del Popolo… delle imprese” come 22 anni fa, con motivazioni diverse.
Parte nella notte il viaggio di protesta di Casartigiani Taranto con un obiettivo ben chiaro: dire basta alla situazione di stallo governativo. Una voce unanime  quella che anche gli artigiani tarantini guidati dal presidente dell’associazione Stefano Castronuovo hanno voluto portare in piazza a Roma. Da tutta la provincia la rappresentanza che raccoglie le categorie dell’artigianato, parrucchieri, impiantisti, marmisti, fabbri, autotrasportatori, autoriparatori, per chiedere un segnale di ripresa che solo la politica può dare. “Abbiamo chiuso le nostre botteghe, abbiamo rinunciato ad una giornata di lavoro, che per noi è essenziale per portare qualcosa a casa per le nostre famiglie” commenta uno dei partecipanti. “Era dal 1992 che non si scendeva in piazza” ricorda il più anziano del gruppo: “mi ricordo che ero nel fiore della mia attività da parrucchiere, allora scendemmo in piazza per la minimun tax, altri tempi, altri motivi, ma ora anche io sono qui per rappresentare i problemi di essere titolare di impresa artigiana, anche se ora non lo sono più, perché ormai in pensione”. La mobilitazione ha visto insieme più di 60mila aziende dell’artigianato, del commercio, del terziario. Striscioni, bandiere, cartelli, tutti indirizzati alla politica, al nuovo governo, al premier Renzi. “Senza imprese non c’è l’Italia”, lo slogan. E le imprese hanno chiesto a gran voce che si tolgano vincoli e costi che pesano sul lavoro per poter assumere i giovani; che le banche ricomincino a investire sull’economia reale e che lo Stato saldi i suoi debiti con le imprese. “Le nostre imprese non delocalizzano, non inquinano. Ora basta, è ora di far ripartire l’economia” il messaggio rimbalzato da Taranto nella capitale. Gli artigiani annunciano: “azioni di rivendicazioni simili saranno portate anche sul territorio, nei comuni, presso le regioni, per chiedere risposte anche ai governi locali complici del sistema vessatorio nei confronti delle piccole imprese”. “Ieri la pmi italiana, gli artigiani e i commercianti, hanno inteso dare un cambio di passo nel rapporto con governo e istituzioni” commenta Fabio Paolillo, Confartigianato. “Finora siamo stati troppo fiduciosi nei confronti della politica; ma non è servito a nulla. Ci hanno preso in giro per decenni. Ora basta. Se le cose non avranno un cambiamento su temi come tassazione, burocrazia, concorrenza sleale legalità e credito sentirete presto parlare ancora di noi in Italia e a Taranto”.

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