14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 14:54:24

Attualità

L’Isola che Vogliamo, buona la prima. E ora si torna tra i vicoli

Dopo il Festival dello Scorpione, mercoledì la kermesse tornerà alla versione originale


L’Isola che vogliamo riparte da piazza Castello. Nonostante la “partenza in modalità provvisoria” il pubblico ha risposto alla grande al richiamo dello… scorpione. Il Festival dello Scorpione, infatti, ha aperto la quarta edizione dell’Isola che Vogliamo.

Nei mercoledì, e quindi già domani, l’Isola tornerà, invece, a vestire i suoi panni abituali. “E’ giusto tenere in considerazione le obiezioni – ha spiegato Antonio Santacroce, presidente di Terra – ma non possiamo per questo deludere chi l’Isola che vogliamo ha dimostrato di amarla. Qualcuno dice che è da pazzi cambiare la formula di una manifestazione di successo. Ma ci davano dei pazzi anche quando abbiamo scelto Taranto Vecchia come location ideale per una manifestazione itinerante di valorizzazione territoriale. Allora abbiamo avuto ragione noi”.

A “benedire” l’iniziativa anche l’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro. 

“Anche quest’anno l’arcidiocesi di Taranto conferma il suo partenariato a “l’Isola che vogliamo”, nei termini della fruizione del nostro patrimonio artistico. Ciò va nel senso di un lavoro di valorizzazione della Taranto vecchia alla quale, come più volte ribadito, tengo particolarmente per la rinascita integrale della nostra città. E’ importante che attraverso un’iniziativa come questa, ancora una volta, le attenzioni si rivolgano ai numerosi problemi. Penso agli sgombri e agli sfollamenti di questi ultimi tempi. La manifestazione sia occasione di ascolto per chi abita in questi vicoli. Se da un lato non nascondiamo i problemi, dall’altro vorrei, che guardando alle numerose attrazioni artistiche, culturali e di intrattenimento, a Taranto non viva solo la distrazione di un’iniziativa estiva, ma ivi venga offerta la speranza della rinascita. Rinascita per niente facile ma che germoglia, quando si rinsalda un’appartenenza civica sana. Vogliamo un’isola accogliente, sicura, pulita e presidio di legalità. Concludo offrendo il mio personale benvenuto a coloro che verranno ad ammirare i luoghi della fede di Taranto vecchia”.

Fotoservizio a cura dello studio Renato Ingenito

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche