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La “Domenica delle Croci” spalanca le porte alla Settimana di Passione

I riti, le processioni e le curiosità sugli appuntamenti che cominciano domenica 13 marzo e proseguono sino alle Palme


Non sembra vero, ma anche la Quaresima sta per concludere il suo ciclo.

Oggi si celebra la quinta domenica di Quaresima, che i tarantini conoscono con il nome di “Domenica delle Croci”, perché in tutte le chiese si coprono le sacre immagini con un panno violaceo, il colore che, liturgicamente, esprime un periodo di grande penitenza. E così è, perché la settimana che va dal 14 al 20, è la settimana di Passione, quella che precede la Settimana Santa.

Anche oggi andiamo a conoscere appuntamenti religiosi e tradizionali relativi al periodo dal 12 al 19 marzo, sotto la guida del prof. Antonio Fornaro. Domenica sera le Confraternite dell’Addolorata e del Carmine daranno vita alle ultime solenni Via Crucis.

La Confraternita dell’Addolorata terrà la Via Crucis dalle 18, partendo dallaChiesa di Sant’Agostino, attraverso via Duomo, per concludersi nella Chiesa di San Domenico. Per l’occasione i Confratelli dell’Addolorata porteranno a spalla l’immagine del Crocifisso. Nella Chiesa del Carmine, alle 18,30, la statua dell’Addolorata sarà esposta ai piedi del Crocifisso che troneggia sull’altare maggiore.

Terminata la Via Crucis, i Confratelli del Carmine, a coppie, in abito di rito e scalzi, preceduti dalla troccola e dal Crocifisso, daranno vita alla Solenne Adorazione della Croce.

Lunedì 14 nella Chiesa di San Domenico, si terrà la 44esima edizione del concerto “La Passione a Taranto”, a cura della Confraternita dell’Addolorata. Eseguirà le marce funebri il nuovo maestro della Fanfara della Marina Militare, Giuseppe Indelicati. Presenterà la manifestazione il prof. Vittorio De Marco. Il 15 la chiesa festeggia San Longino, il soldato che trafisse, con la lancia, il costato di Cristo. Il 16 il Comitato per la qualità della vita, presieduto dal prof. Carmine Carlucci, terrà la manifestazione di attribuzione del premio “La corona di spine” nella chiesa di San Lorenzo da Brindisi, con canti e relazioni. Il premio sarà consegnato all’Arciconfraternita della Morte di Molfetta. La festa più attesa della settimana è quella del 19, festa di San Giuseppe, festa dei papà.

Quest’anno la processione è stata spostata al primo maggio, perché coincidente con la settimana di passione. I tarantini, tuttavia, mangeranno secondo la tradizione la pasta riccia con le cozze o con i ceci e le zeppole. Nessuno più si ricorda a San Giuseppe di regalare le raganelle di legno ai ragazzi, così come capitava nel passato, quando venivano preparate dai falegnami. San Giuseppe, infatti, è patrono dei falegnami, degli orfani, delle ragazze da marito e dei moribondi. Forse, qualcuno tenterà di accendere i falò, oggi proibiti per legge. Per la storia ricordiamo che, la zeppola, fu inventata da un pasticciere napoletano il 19 marzo 1840.

Quest’anno, i detenuti della Casa Circondariale avranno il piacere di vedere la statua di San Giuseppe, che si venera a San Marzano, il paese conosciuto, insieme ad altri dell’arco jonico, per le tavolate di San Giuseppe. Andiamo ai proverbi: “chi a marzo non ha potato, la vendemmia ha rovinato”. “Guai e pene, chi le ha, se le tiene”. Chiudiamo con le Effemeridi di Giuseppe Cravero. La prima ci informa che il 12 marzo 1844 fu demolita la torre del Castello detta Torre Monacella, dalla quale nacque la leggenda della sirena “Schiuma”. Il 16 marzo 1916 fu affondato il sommergibile tedesco U.C.12 nelle acque di Taranto, provocando 14 vittime. 

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