Attualità

Oggi la discoteca è diventata social

Ogni fine settimana la febbre del sabato sera impazza fra i giovani. E non solo


Pantaloni bianchi a zampa, scarpe con la zeppa e capelli imbrillantinati: è così che John Travolta si prepara a vivere la sua “febbre del sabato sera” nel film cult del 1977.

Ore di preparazione prima di “lanciarsi” – ieri come oggi – nella notte, a volte anche senza paracadute.

Da allora, la discoteca è decisamente cambiata: è più social. Ma resta forte, in quanti la frequentano, la voglia di “apparire”. Di farsi notare. Anche corteggiare. E, perchè no, trasgredire. “Incontriamoci nella notte”: è questo uno dei modi più comuni per “darsi appuntamento” senza specificare, però, dove.

Non potrebbe essere, tra l’altro, altrimenti visto che il sabato sera il “popolo della notte” si aggira in città – per così dire – apparentemente senza una precisa meta. Lo chiamano “preserata”. E’, forse, il vero momento di aggregazione. Quello durante il quale si incontrano gli amici.

Si valuta in quale discoteca o locale andare in base “all’aria che tira”. Si va alla ricerca del pass gratuito, dell’inserimento in una lista (quella dei pr) che possa facilitare l’accesso. Magari per superare la cosiddetta “selezione”, soprattutto se si è appena maggiorenni e si sceglie una discoteca che punta ad un pubblico più o meno adulto. Tutto questo almeno fino a quando non scatta la giusta ora: mai prima dell’una. Meglio se dopo le tre. E quasi sempre dopo qualche “cicchetto”, per entrare nella giusta atmosfera. Più tardi si arriva, dunque, più si è “fashion”. E l’età, in questo caso, non conta.

Una volta in pista, la musica sparata dalle casse fa il resto. Spesso non ci si rende conto di quello che succede intorno. File, interminabili, separano i “discotecomani” dal banco del bar. I più egocentrici si piazzano sotto la consolle per ballare. Altri, soprattutto le donne, iniziano a girare fra una sala e l’altra. E’ quasi una passerella. Per alcuni una sorta di richiamo. Un messaggio subliminale. E i ruoli si confondono: non si sa più chi è la preda. Chi il cacciatore. Ci si cerca con gli occhi. Con il contatto fisico, inevitabile quando si è in tanti. Probabilmente in molti penseranno che sia solo “sballo”. Ma non è sempre così: è anche un modo per divertirsi. Per seguire le tendenze. In fondo, la discoteca non è sinonimo di ecstasy, alcol e sesso. è anche evasione. Ancor più se all’alba, spossati ma felici, si pensa già al prossimo sabato. è ritrovarsi, il giorno dopo, “postati” sulle pagine di Facebook, tra foto e commenti. Perchè la discoteca, lo ribadiamo ancora, oggi più di ieri è… social. 

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