Attualità

Un parco giochi sotto l’arcobaleno

Niccolò Fabi sabato a Martina Franca


Laboratori, giochi tradizionali, spettacoli di giocoloria, racconti e narrazione, musica: è un programma ricco e variegato quello che sabato, 3 settembre, dalla mattina alla sera, si svolgerà alla Masseria Mangiato, a Martina Franca.

L’iniziativa – nata a supporto del progetto finalizzato alla realizzazione di un parco giochi a misura di bambino, presentato e sostenuto da Associazione Culturale Pediatri di Puglia e Basilicata, AIL, ARCI Giovani – vede tra i sostenitori Niccolò Fabi, sabato prossimo nella Città della Valle d’Itria per testimoniare la volontà di promuovere il progetto, abbracciato con entusiasmo da “Parole di Lulù”, l’associazione da lui creata, sei anni fa, insieme alla moglie, Shirin Amini, in memoria della figlia Olivia, scomparsa in tenerissima età. è sulla sua pagina Facebook che, qualche giorno fa, il cantautore spiega il motivo che lo ha spinto a “provare” a fare qualcosa “di più” per i bambini tarantini che vivono a ridosso dell’area industriale: «In occasione dell’1 maggio a Taranto – scrive Fabi sul social – abbiamo visitato il quartiere Tamburi e ascoltato la desolazione di alcuni suoi abitanti. In quel momento abbiamo deciso di provare a fare qualcosa, per piccola che sia. Il progetto realizzerà un parco giochi in cui sia possibile giocare senza entrare in contatto, attraverso la pelle e la bocca con le aree verdi che risultano ad oggi contaminate. Siamo a ridosso dell’area industriale tarantina.

Siamo a ridosso dell’ ILVA, la più grande acciaieria di Europa. Siamo ai Tamburi. E ai Tamburi, questa volta, vincerà un arcobaleno». «Fantastico. Sei un grande»; «Grazie mille a nome di noi tarantini»; «Bravissimi! Che bello sentirsi parte di questo!».: sono solo tre dei tantissimi post che i fan di Fabi – e non solo – hanno lasciato sulla bacheca della pagina ufficiale del cantautore Per non parlare dei “like”. Peccato che la volontà di migliorare la qualità della vita dei tarantini attraverso iniziative concrete e di vario genere, arrivi spesso da “altri”. Ma alla fine, pensandoci, ciò che conta è che… “arrivi”.

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