Taranto Città Viva, idee per un manifesto | Tarantobuonasera

09 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Dicembre 2021 alle 08:45:00

Attualità

Taranto Città Viva, idee per un manifesto

La Città è reduce da vent’anni di malgoverno. È il momento di mettere da parte le divisioni e le parole inutili per ritrovare solidarietà intorno agli obiettivi da raggiungere


Buonasera Taranto è la voce della città: il quotidiano indipendente, libero, aperto ad ogni critica e proposta, che si mette a disposizione degli interessi dei tarantini: da oggi apre uno spazio dedicato a raccogliere le idee, le proposte, le critiche, l’impegno.

Oggi l’interesse dei tarantini è contribuire alla formazione ed alla crescita di una ampia solidarietà intorno a pochi obiettivi chiari e forti, partendo da posizioni e convinzioni diverse, mettendo da parte questa volta le divisioni di partito, e convergendo sulle cose da fare, e su come farle. Non servono manifestazioni di buone intenzioni e spreco di parole. Si deve eleggere una amministrazione nuova, che deve governare la nostra comunità, difendere i suoi interessi, risolvere i suoi problemi, rafforzare le sue speranze. Serve una amministrazione efficiente, coraggiosa, pulita, competente, che cancelli gli effetti di 20 anni di governo della città troppe volte inesistente, velleitario, senza obiettivi; quasi sempre al di sotto dei problemi che Taranto si è trovata ad affrontare.

Questa volontà di cambiamento, questa rottura della continuità nel governo di Taranto, deve essere la motivazione forte della solidarietà che sollecitiamo si formi su un programma con obiettivi concreti ed indisponibili al compromesso. Solo dopo verranno le scelte su chi si vorrà candidare a realizzare questi obiettivi. Quella che è stata per molti anni la seconda città industriale del Mezzogiorno, si presenta come una malata grave: conseguenza di errori politici e mancanze strategiche, di ritardi ed egoismi di parte, di incuria per il territorio e le sue risorse, di debolezze nel governo della comunità e nella difesa della sua salute.

Da questa consapevolezza deve essere generata la rottura con il passato. Oggi vanno poste domande precise, e le risposte vanno ricercate nel territorio, nei Il Museo Nazionale Archeologico MarTa: uno dei luoghi da cui ripartire per la rinascita di Taranto quartieri, nella vita quotidiana di lavoro e di studio, nelle consuetudini domestiche e nella vita sociale, anche virtuale. Ciascuno deve sentirsi parte attiva nella crescita della coscienza civile, come materia di impegno politico sui fatti. Il tempo della sfiducia e del disimpegno è finito e la protesta, pur legittima, da sola non basta: dobbiamo costruire insieme i prossimi anni della nostra vita. Si deve realizzare a Taranto un esperimento di buona politica: che è l’incrocio fra impegno civile ed efficienza delle istituzioni; la saldatura fra partecipazione e consenso con la capacità di governare per progetti.

Cominciamo con cinque domande ai tarantini: sono le prime, ma non saranno le sole; e cresceranno in numero ed intensità via via che verranno raccolte le risposte, saranno esaminate, e comincerà a prendere forma il manifesto per Taranto città viva.

LE CINQUE DOMANDE:
1) Il destino della città
Se volete che Taranto torni ad essere una grande città industriale e portuale, chi sono gli interlocutori? Deve essere ben chiaro che questa scelta comporta la ristrutturazione ed il risanamento dell’insediamento ILVA, ridiscutendo la monocultura dell’acciaio; ma anche la ristrutturazione del polo energetico, a cominciare dalla raffineria ENI. E si deve sapere che la portualità deve essere ristrutturata nelle attività commerciali, containeristiche, industriali, turistiche, senza privilegi ed egemonie.

2) L’ambiente e la salute
Siete consapevoli del fatto che le giuste battaglie per il risanamento ambientale e per le strutture sanitarie di eccellenza, non esauriscono il problema della salute conseguente a 50 anni di siderurgico incontrollato? È giusto difendere i più piccoli e deboli; curare i malati più gravi. Ma intere generazioni di tarantini sono stati intossicati dai fumi, dalle polveri, dalla diossina, e nella gran parte dei casi non ne sono consapevoli. Questa deve essere materia di una grande operazione di verità e trasparenza, che la nuova amministrazione deve intraprendere anche per le legittime rivendicazioni a risarcimento della comunità. Chiedendo da subito un aggiornamento dell’AIA prescritta dalla legge, una simulazione dei suoi effetti sulla salute, e la valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario, che può consentirci di giudicare il presente.

3) La rigenerazione
Volete che Taranto venga riunificata nei suoi confini naturali, con al centro il Mar Piccolo, rovesciando la frantumazione nelle periferie degradate? Questo vuol dire avere come obiettivo primario la riconsegna alla città degli insediamenti ormai dismessi della Marina Militare. Ma soprattutto far vivere la città sviluppando i servizi, il commercio diffuso, i luoghi di attività sociale, gli spazi di vita urbana e collettiva. Va rifiutata la scelta di espansione dei macro mercati nell’area urbana; mentre vanno incoraggiate e sostenute attività di sviluppo come l’università, il Museo Archeologico, il waterfront, che possono fare di Taranto una città vissuta, con una alta qualità della vita.

4) L’efficienza dell’amministrazione comunale
Volete un cambiamento radicale, di uomini, metodi e strumenti? Questo vuol dire una ristrutturazione del sistema di governo, con una maggiore collegialità, competenza ed efficienza; una chiarezza negli obiettivi e nelle loro priorità; la liquidazione degli apparati clientelari nell’amministrazione e nelle municipalizzate; il superamento delle partecipate, con il ricorso al partenariato pubblico-privato di tutti i servizi essenziali al benessere dei cittadini.

5) Le nuove generazioni e il lavoro
Questa è la vostra città: volete collaborare e prenderla, finalmente, nelle vostre mani e costruirne la rinascita ed un migliore destino che non vi obblighi ad andar via? Ogni strumento di impegno e di iniziativa va bene per costruire la città del lavoro e della cultura; solo restare fuori, disimpegnati e scettici va male: per voi e per il territorio che vi nutre nel corpo e nella mente. Queste domande verranno poste ogni giorno, sul giornale, nelle televisioni, online, nei rapporti diretti, realizzando incontri e confronti sul territorio; altre domande verranno formulate sulla spinta dei tarantini e l’avvio di un processo di riconoscimento e di identità, che accompagnerà l’impegno e la solidarietà per Taranto città viva.

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