20 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2020 alle 16:52:58

Attualità

Un calcio alle barricate

Si gioca al quartiere Paolo VI. Alcuni atleti osservati da società sportive


Se a Gorino gli immigrati vengono respinti, a Taranto vengono accolti.

Se nella civilissima provincia di Ferrara vengono alzate le barricate per non permettere neppure ad una donna incinta e a otto bambini di approdare sulla terraferma, a Taranto prevale lo spirito della solidarietà e si organizzano eventi per promuovere l’integrazione sociale. Ne è dimostrazione, fra gli altri, l’impegno del Coni. Anche quest’anno, infatti, il Comitato Olimpico ha organizzato e finanziato la 2^ edizione del torneo di calcio a 11 denominato “Stringiamoci la mano”, riservato a giovani immigrati ospiti temporanei di strutture ricettive nel capoluogo e in provincia.

Lo scopo è di contribuire ad avviare – grazie alla forza socializzante dello sport – processi sociali e culturali che possano favorire l’inserimento di un individuo in un gruppo anche attraverso l’interiorizzazione di valori quali la solidarietà, il rispetto dell’altro e l’osservanza delle regole: tutti valori caratterizzanti la pratica sportiva. Il progetto si rivolge anche a giovani di questa nostra terra con lo scopo di rafforzare in loro tale propensione, attraverso la conoscenza diretta dell’altro. In questo contesto sono previsti, oltre ad allenamenti, numerosi incontri dentro e fuori dal campo con giovani atleti tarantini che militano in società sportive locali. Il progetto, già avviato, avrà la durata di tre mesi e si concluderà (come per la 1^ edizione) con un torneo finale a quattro squadre.

Alcune settimane fa si sono svolte le selezioni tra i tantissimi giovani immigrati che hanno manifestato il desiderio di partecipare al progetto. Selezioni che hanno cercato di coniugare la storia personale di ciascun giovane immigrato con le proprie capacità tecniche individuali e al termine delle quali sono stati individuati 18 giocatori, che si stanno allenando in vista dell’evento finale; naturalmente tutti quelli che non sono rientrati nella rosa, se vorranno, potranno partecipare agli allenamenti e fare il tifo per i loro compagni.

Gli allenamenti e le partite amichevoli si disputano a Taranto, presso il Centro Sportivo Vivere Solidale 2000 del quartiere Paolo VI: il lunedì dalle ore 18 alle 19 e il giovedì dalle ore 18,30 alle 20. Responsabile organizzativo del progetto per il CONI è Michelangelo Giusti che si avvale di due tecnici di esperienza come Paolo Violante e Antonio Quarto, da anni collaboratori del Coni anche in altri progetti. Per continuità con la precedente edizione anche quest’anno la squadra dei giovani ospiti si chiamerà AfroTarasUnited. Partner del progetto è la Uisp di Taranto, presieduta da Antonio Adamo, impegnata attivamente nella promozione dello sport sul territorio e che già nella scorsa edizione aveva sostenuto l’iniziativa. A distanza di un anno sono anche arrivate belle soddisfazioni: alcuni dei giovani atleti immigrati della 1ª edizione sono stati oggetto di interessamento da parte di diversi tecnici di società sportive. Su Facebook è anche attiva una pagina dedicata all’AfroTarasUnited con curiosità, commenti e foto.

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