Attualità

La città abbraccia l’Addolorata

La preghiera dell’arcivescovo Santoro su ambiente, lavoro, guerre ed elezioni


TARANTO – L’apertura del portale della chiesa di San Domenico a mezzanotte in punto. Le note di “A Gravame”. La lenta discesa dell’Addolorata e l’applauso dei fedeli.
Sono le istantanee che rimarranno impresse nella mente dei tanti turisti che ieri notte affollavano il pendio La Riccia. Una liturgia che ogni tarantino ha imparato a conoscere, amare e rispettare. La processione dell’Addolorata, durante la notte, ha percorso le vie del centro storico. All’alba, quindi, l’arrivo al Borgo passando per il ponte Girevole. Stamattina, intorno alle 10, l’unica sosta nell’Istituto Maria Immacolata. Quindi il rientro, passando per via D’Aquino, nella chiesa di San Domenico.
L’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, ha rivolto una preghiera all’Addolorata: «Ti chiediamo di benedire Taranto e di assicurarci quei tempi migliori e sereni che sempre ti chiediamo e che non smetteremo di sperare sicuri della tua protezione e del tuo rifugio. Non ti chiediamo di risolvere i nostri problemi con la magia, ma ti seguiamo perché sei vicina a noi perché ci indichi la strada per risolverli. E la strada, guardandoti è innanzitutto la religiosità, l’apertura al Mistero, la fede nel Padre che anche dinanzi alla morte del Suo e del tuo Figlio non ti abbandona mai. E quando le forze ci abbandonano Tu rimani, metti il tuo cuore nel cuore dell’eterno e ci apri alla risurrezione. Poi ti ci mostri la strada della solidarietà, della vicinanza tra noi e particolarmente con chi soffre».
Santoro si è soffermato anche sulle tematiche di stretta attualità. «Maria Santissima Addolorata noi vogliamo seguirti per tutta questa notte. Stare con te che dai sollievo al nostro dolore. Liberaci da questi venti di guerra che spirano nel mondo dalla Siria alla Corea soffiando per gli Stati Uniti e per la Russia. Liberaci dal terrorismo che serpeggia per l’Europa dalla Francia al Belgio, dalla Germania alla Gran Bretagna e ora alla Svezia e all’Egitto. Liberaci dall’indifferenza verso i migranti, donaci regole per l’accoglienza ispirate alla giustizia, alla prudenza, ma sempre alla solidarietà. Libera il nostro cielo, il nostro mare e la nostra terra dall’inquinamento. Liberaci dalle precarietà del lavoro, dalla disoccupazione particolarmente quella giovanile, dal caporalato, dall’illegalità e dagli inganni delle droghe diffuse dai mercanti di morte. In questa via Crucis ti seguiremo perché la fede non è evadere dai problemi, ma usare tutti i mezzi del bene per risolverli. Illumina la nostra notte; fa che chi si propone per gli incarichi pubblici lo faccia per servire e non per essere servito».

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