14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Attualità

«E’ festa, non si lavora». La rivolta dei sindacati

A Pasqua e Pasquetta sciopero della Grande distribuzione

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TARANTO – «Il commercio nelle festività non è indispensabile». Parola dei sindacati confederali di categoria che hanno indetto, nei giorni di Pasqua e Pasquetta (domenica e lunedì) lo sciopero generale dei lavoratori impiegati nella Grande distribuzione. «Ribadiamo la contrarietà alle aperture dei negozi in prossimità delle festività religiose – si legge in una nota firmata dai segretari regionali Barbara Neglia (Filcams Cgil); Antonio Arcadio (Fisascat Cisl); Giuseppe Zimmari (Uiltucs Uil) – chiediamo il rispetto dei valori per le persone.
Non è accettabile l’atteggiamento intrapreso dalle aziende della Grande Distribuzione che hanno di fatto peggiorato le condizioni di lavoro e vita familiare dei lavoratori e delle lavoratrici. Diciamo no a lavorare nelle feste. Il commercio nelle festività non è indispensabile. Ecco perchè proclamiamo, a livello regionale, in tutti i centri commerciali,
negozi, iper, la proclamazione di uno sciopero per l’intero turno di lavoro per i giorni 16 e 17 aprile concomitanza delle Festività di Pasqua e Pasquetta».
Secondo Zimmari (Uiltucs Puglia) «Il lavoro non è una merce, ma si fonda su diritti e sulla tutela e il rispetto degli stessi. Ecco perché riteniamo assolutamente inaccettabile la logica di mercificazione del lavoro perpetrata dalle aziende della grande distribuzione organizzata, che umilia i lavoratori del settore, costringendoli a rispettare turni anche nelle prossime giornate caratterizzate dalle festività pasquali, calpestando diritti e conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, oltre a mortificare il valore delle festività per la nostra comunità».
«Non si possono chiedere sempre e ad ogni costo sacrifici ai lavoratori – prosegue Zimmari. E’ il momento di dire basta: la nostra non è una battaglia di principio, bensì una mobilitazione che punta a riportare al centro del dibattito un lavoro più dignitoso e il rispetto di tutte le feste laiche e religiose. La completa liberalizzazione degli orari e delle aperture domenicali e festive, in questi anni, al contrario delle intenzioni, non ha portato nessun aumento dell’occupazione e dei consumi, come dimostrano le procedure di licenziamento fatte da tante aziende della Grande Distribuzione che hanno seguito questa linea. Piuttosto – chiosa il Segretario della Uiltucs – si è creata una giungla in cui tutto è permesso a tutti, tranne ai lavoratori, che sono gli unici a pagare il conto di queste condizioni occupazionali inaccettabili. E’ giunta l’ora di cambiare rotta e registro».

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