Attualità

Cella d’Artista

Il progetto all’interno del carcere di Taranto


TARANTO – “Il carcere? Che opera d’arte” è la rassegna curata dal celebre critico Achille Bonito Oliva nella casa circondariale di Taranto, nell’ambito del progetto L’Altra Città.
L’apertura al pubblico è fissata dal 6 maggio al 15 giugno, su prenotazione (info 340.822.72.25). Del progetto ha parlato diffusamente l’edizione di Bari de La Repubblica.
Ad essere impegnati nell’iniziativa, spiega Republica, Giovanni Lamarca, comandante della polizia penitenziaria a Taranto, e una ventina di detenute impegnate in laboratori di arte e scrittura creativa tenuti da Giulio De Mitri, col supporto teorico di Roberto Lacarbonara e Paola Lacatena e la partecipazione di alcuni agenti.
“Un’emozione viverla, e un’emozione raccontarla” ha dichiarato Achille Bonito Oliva. “Credo sia un’operazione unica in Italia, fortemente voluta da Lamarca, che ha ideato il bando. L’originalità della mostra sta non soltanto nella location, ma anche nelle procedure da seguire per poter accedervi e visionarla. Per entrare nel carcere lo spettatore deve compiere dei passaggi obbligati: farsi fare una foto identificativa, lasciare le impronte digitali. Poi uno alla volta si è accolti in quattro celle della sezione femminile. Lo spettatore sarà chiuso all’interno della cella per tre minuti, durante i quali rimarrà completamente isolato. La cosa interessante è che lo spettatore viene chiuso a chiave, diventando un ‘incluso’: paradossalmente si svincola così dalla posizione canonica dello spettatore dei musei, dove è tenuto a debita distanza. Lì è un “escluso” può solo guardare, qui diventa incluso in quanto fa dello sguardo un’esperienza completa, data dal rumore delle chiavi che chiudono la cella, dalle sue dimensioni, dalla luminosità”. (foto: repubblica.it)

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