Attualità

Una vittoria per due

Il caso Siderurgico


Il dialogo riprende. Buon segno. Finalmente la politica si è riappropriata del suo ruolo superando acredini e duelli tutt’altro che esemplari combattuti a colpi di tweet, rivendicazioni di ruolo che talvolta sono sembrate andare oltre l’interesse della comunità.
Dalla stretta di mano tra il ministro Calenda e il sindaco Melucci emergono alcune considerazioni.
La prima: Rinaldo Melucci mette a segno un buon punto. Per lui il blitz del ministro a Palazzo di Città è una vittoria politica. Il Comune, dopo anni recitati da comparsa, fa sentire la sua presenza ed esercita una inedita incisività nella più complessa vertenza che Taranto si è ritrovata ad affrontare dal dopoguerra ad oggi. La ragionevolezza emersa nelle ultime ore è segno anche di quella maturità politica indispensabile per governare situazioni così difficili.

Forse Melucci perderà per strada certi entusiasmi arrivati da alcuni settori ambientalisti, ma chi governa è chiamato a trovare soluzioni ai problemi non a fare barricate per il gusto di essere acclamato dalla piazza. E Taranto ha drammaticamente bisogno di soluzioni, non di pretesti per polemizzare sempre e comunque.

La seconda: Carlo Calenda porta a casa il risultato. Va via da Taranto con la consapevolezza di poter far ripartire una trattativa che si era pericolosamente inceppata. Anche per lui, una dimostrazione di pragmatismo politico raro a vedersi di questi tempi.

Il terzo aspetto: Melucci comincia a dare importanti segnali di demarcazione dal presidente della Regione e dalla sua ingombrante presenza. Segnali fondamentali per affermare l’autonomia di un sindaco più volte tacciato in questi mesi di essere una pedina di Emiliano nello scacchiere pugliese delle diatribe interne al Pd.

Infine, proprio il Pd: l’incontro tra sindaco e ministro a Palazzo di Città è frutto anche del lavoro di mediazione del nuovo segretario Giampiero Mancarelli. Dal maggior partito della città ci si aspetta capacità di iniziativa politica. Almeno nella circostanza c’è stata e anche questo è un buon risultato.

Certo, non tutto è risolto. Anzi. Ma almeno sono state poste le premesse per un lavoro più proficuo a beneficio di Taranto e dei tarantini.

*direttore responsabile

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