20 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Giugno 2021 alle 07:42:14

Attualità

Il carcere? Un’opera d’arte

Da lunedì si potrà visitare l’installazione all’interno della sezione femminile


Sulla scorta del cospicuo numero di visitatori, del grandissimo interesse suscitato sui media nazionali e sulle riviste di settore, riprenderà a partire da lunedì prossimo, 16 ottobre, e sino al 31 dello stesso mese (dalle 16 alle 19), presso la casa circondariale di Taranto, il progetto “L’altra città. Un percorso partecipativo e interattivo nella realtà carceraria italiana”.
L’evento è stato curato dal teorico e critico d’arte Achille Bonito Oliva e da Giovanni Lamarca, comandante del reparto di Polizia Penitenziaria della locale casa circondariale, con il contributo di detenuti, personale in servizio e in pensione (Anppe), artisti, esperti e scrittori tra i quali Giulio De Mitri (artista e docente), Roberto Lacarbonara (giornalista e critico), Anna Paola Lacatena (sociologa e scrittrice), Giovanni Guarino (attore e animatore), Salvatore Montesardo (già dirigente scolastico).
L’Associazione “Noi e Voi”, operante da anni all’interno della Casa Circondariale di Taranto, ha sostenuto materialmente il progetto, garantendo, peraltro, nel corso delle visite il quotidiano impegno di propri accompagnatori.
Si ripropone così una “prima assoluta” nel panorama delle iniziative culturali e formative realizzate all’interno delle carceri italiane. Non è l’arte che entra nei luoghi di detenzione, ma è il carcere stesso che si fa opera d’arte, grazie all’apporto di quanti vivono in prima persona la reclusione, a coloro che vi operano e agli stessi visitatori. Ognuno con la propria esperienza e competenza e tutti con l’intenzione di creare, attraverso l’espressione artistica, un ponte tra vita ristretta e società civile. Come ha spiegato Carmelo Cantone, Provveditore Regionale della Puglia e della Basilicata, nel corso della conferenza stampa di presentazione tenutasi il 6 maggio scorso, in occasione dell’inaugurazione dell’iniziativa all’interno della Casa circondariale di Taranto, “L’altra città” fornisce ai visitatori la possibilità di conoscere «ciò che sono i luoghi della pena oggi in un paese di democrazia occidentale avanzata, con le contraddizioni di questi luoghi che sono le contraddizioni del nostro sistema penitenziario, per come è stato costruito, per le sue potenzialità, per le sue criticità, ma anche per come viene vissuto da chi vive e da chi lavora in carcere».
L’installazione è all’interno della sezione femminile e si snoda attraverso un corridoio che dà accesso a cinque ambienti: dall’ufficio matricola – dove saranno prese le impronte digitali e le foto segnaletiche – alla cella “nuovi giunti”, da quella di detenzione ordinaria alla cella d’isolamento, per giungere alla infine alla cella dei dimittendi. Tutti gli ambienti – trasfigurati attraverso l’intervento artistico di un gruppo di detenute guidate dal noto artista Giulio De Mitri e con la partecipazione di alcuni agenti penitenziari – consentiranno al visitatore di “vivere” la reale esperienza del carcere e, nello stesso tempo, compiere un ideale e personale percorso che dalla percezione del castigo e dell’isolamento può portare al recupero e all’emancipazione. Quanti, a partire da lunedì, volessero fare esperienza de “L’altra città”, compiendo il percorso previsto all’interno della Casa Circondariale di Taranto, possono rivolgersi a signora Lucia Scialpi, 340/8227225 (dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20) o scrivendo all’indirizzo email: laltracittanoievoi@gmail.com. Riceveranno istruzioni in merito. È necessario, infatti, inviare copia del documento d’identità e liberatoria compilata e firmata. In caso di minorenni è necessario che la liberatoria venga firmata dal genitore.

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