24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 14:31:49

Attualità

​Arrivano i voli spaziali, si decolla da Grottaglie​

Il Mit ha scelto la sede dello spazioporto: pronto entro il 2020


Sarà Grottaglie la sede
del primo spazioporto italiano per i voli
suborbitali per il turismo spaziale.

La
designazione è arrivata dal Ministero
delle Infrastrutture e dei Trasporti, che
ha assegnato all’Enac (l’Enta nazionale
per l’aviazione civile) di avviarne i lavori.
Lo spazioporto, secondo quanto
riferisce il Ministero, dovrebbe essere
pronto entro il 2020.
Il ministero già nel 2017 aveva indicato
l’Enac come soggetto incaricato di
definire i criteri per individuare i siti
nazionali conle caratteristiche ideonee
per ospitare lo spazioporto. Il lavoro
dell’Enac ha portato a condivederne
criteri con Ministero della Difesa, Aeronautica
Militare, Agenzia Spaziale
Italiane ed Enav.
La scelta è ricaduta su Grottaglie proprio
a seguito della valutazione dei
requisiti come spazio aereo, territorio,
meteorologia, ambiente, infrastrutture.

L’aeroporto di Taranto Grottaglie, come
sottolinea il ministero, è stato identificato
quale primo spazioporto civile
italiano per le positive caratteristiche di
inserimento nel territorio e sostenibilità
ambientale, nonché per i limitati interventi
infrastrutturali necessari.
Co lo spazioporto si entra in una dimenisone
dei trasporti che fino a qualche
anno fa apparteneva solo alla fantascienza.
Si tratterebbe, infatti, di avere
una stazione da cui far partire i voli
suborbitali del futuro, capaci cioè di
raggiungere New York in un’ora.
Facilmente intuibili i vantaggi sotto il
profilo commerciale di collegamenti
così veloci. Ma un’altra leva di sviluppo
è quella del turismo spaziale. Dallo
spazioporto – come si ricava dalle prime
informazioni divuklgate in rete quando
quello dello spazioporto era solo un
progetto embrionale – si alzerebbero i
velivoli di Nasa, Virgin Galactic, Blue
Origin, Bigalow, Space X e Orbital Atk.

«Come Agenzia spaziale – aveva commentato
due anni fa il presidente
dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto
Battiston – crediamo che tali obiettivi
per quanto ambiziosi siano perseguibili,
in un contesto di collaborazione
pubblico-privato, facendo passi in avanti sulla base di concrete pianificazioni
pluriennali. Non vogliamo realizzare
una semplice pista d’atterraggio, una
cattedrale nel deserto, ma un luogo dove
partano e arrivino navicelle spaziali, per
quello che sarà il turismo spaziale o base
di lancio per la messa in orbita bassa di
nanosatelliti».

I voli suborbitali avvengono nella porzione
di spazio compresa tra 15 e 100
chilometri. Lo sviluppo delle tecnologie necessarie
per questa attività e la creazione
di spazioporti offrono opportunità dal
punto di vista tecnologico-scientifico,
industriale e commerciale. Inoltre, la
creazione di infrastrutture destinate ai
voli suborbitali, permetterà all’Italia di
rafforzare ulteriormente la posizione
internazionale per quanto attiene l’industria
aerospaziale.

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