18 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Maggio 2021 alle 08:41:07

Attualità

​Tarantini a Medjugorje in cerca della fede e della guarigione​

In media sono un migliaio i tarantini che ogni anno si recano in pellegrinaggio ai luoghi delle apparizioni mariane ​


In media sono un
migliaio i tarantini che ogni anno si
recano in pellegrinaggio ai luoghi delle
apparizioni mariane a Medjugorje,
iniziate nel 1981 e ancora in corso.

“Vi
si è spinti dalla curiosità di assistere
alle apparizioni e di vedere in cielo i
segni straordinari o semplicemente di
pregare per una grazia. Ma al termine
la Madonna soprattutto farà a ognuno
il dono di comprendere il senso della
propria esistenza e della guarigione
delle ferite nel cuore per le dolorose
vicende della vita”. A parlare è Fiorella
Ricci, ex pierre di discoteca, e da
anni, dopo la conversione, impegnata
assieme a Marilù Dalena, titolare della
libreria e rivendita di articoli sacri
“Oasi della pace”, in questa forma
di apostolato che è l’organizzazione
di viaggi nella cittadina della Bosnia
Erzegovina.
Fiorella tiene a sottolineare che l’assistere
alle apparizioni, che avvengono
il 2 e il 25 del mese, non costituisce
più il momento essenziale del pellegrinaggio,
anche se in ogni caso ci si
reca lo stesso a pregare davanti alla
Croce Blu, sulla collina del Podbordo,
dove la Madonna discende dal Cielo.

“I pellegrini fin dall’arrivo quasi impercettibilmente
vengono conquistati
dall’intenso clima di fede che vi si
respira, dal grande raccoglimento alla
santa messa, dalla partecipazione dei
giovani come forse mai altrove, dalle
file ai confessionali posti nei dintorni
della chiesa di San Giacomo Apostolo,
dalle bellissime adorazioni notturne
all’aperto – racconta – E ancor di più si
resta colpiti dai racconti di conversione
di uomini e donne dediti a ben altri stili
di vita che, dopo aver toccato il fondo,
sono stati toccati dalla grazia, dandone
prova concreta nella quotidianità,
dove appaiono con una chiara serenità
d’animo che prima non conoscevano”.
Fiorella narra di aver organizzato
numerosi pellegrinaggi (ma non è
l’unica a farlo in città) ma che ognuno
è diverso dall’altro, pur svolgendosi con
le stesse modalità, e dai quali ne esce
lei stessa piena di sorprese.

“Una volta saliti in pullman – spiega – i
pellegrini non vengono bombardati di
preghiere ma accolti con una breve illustrazione
dell’esperienza che si andrà a
compiere e con le raccomandazioni di
attenersi ai programmi giornalieri. Poi
nel viaggio in traghetto si assiste a un
video sulla storia delle apparizione e di
partecipa alla recita del santo rosario;
molte le amicizie che nascono in tale
circostanza”. All’arrivo a Medjugorje,
dopo le sistemazioni in albergo, si inizia
a prendere confidenza con il luogo.
Immancabile è la visita ai negozietti di
souvenir sacri disposti lungo il viale
principale. Fiorella ci racconta che il
parroco, padre Marinko, ha vivamente
raccomandato agli esercenti, oltre che
agli albergatori, di mantenere i prezzi
entro determinati limiti, evitando così
speculazioni che alla fine svilirebbero
la buona fama del posto. Dopo la santa
messa, ci si riunisce sul piazzale della
chiesa attorno alla bella immagine
della Madonna al fine di consegnarle
idealmente il proprio cuore per poi
riprenderlo, al termine del soggiorno,
riportato alla originaria purezza.

Nei giorni seguenti si svolgono visite
alle varie comunità sparse nei dintorni,
sorte nello spirito delle apparizioni,
ognuna con finalità proprie. C’è chi si
occupa degli orfani della guerra, chi
dei poveri oppure dei giovani con le
ferite di una vita sregolata, soprattutto
a causa della droga. Quasi una tappa
fissa di ogni pellegrinaggio è la ‘Comunità
Cenacolo’ di suor Elvira, dove
tanti risorgono dalla tossicodipendenza
grazie a un cammino di fede. Molto
toccanti le testimonianze ascoltate. “Se
ci fossimo visti in altre circostanze, altro
che preghiera! Avremmo cercato in
ogni modo di derubarvi di tutti i vostri
soldi! – disse una volta un ex tossico – E
invece ora possiamo raccontare ciò che
il Signore ha fatto per noi, iniziando
dall’incontro con questa religiosa, suor
Elvira, che al nostro arrivo ci ha fatto
subito inginocchiare davanti a Gesù
Crocifisso per chiedere la forza di
rinascere a vita nuova”.

La sveglia suona molto prima del solito
se ci si trova nel giorno delle apparizioni
sul Podbordo, davanti alla Croce
Blu; qualcuno, addirittura, vi sosta in
raccoglimento per tutta la notte. “Nonostante
la folla incommensurabile,
la recita del santo rosario avviene con
grande raccoglimento – racconta Fiorella
– Poi, ad un tratto, tutti tacciono:
la Madonna giunge dal Cielo per dare
alla veggente Mirjana il messaggio,
che a molti potrà sembrare ripetitivo
perchè insiste sulla necessità della preghiera
e della conversione. Ma, in fin
dei conti, è proprio per questo motivo
che sta apparendo sulla Terra”. In quei
momenti solenni, solitamente i disturbati
dal demonio urlano terrorizzati:
un’altra prova della presenza del Sacro.
Altro momento importante del pellegrinaggio
è la salita al Krizevac, un
colle di 500 metri d’altezza alla cui
sommità è innalzata una grande croce
bianca.

“Preferiamo recarci alle prime
ore del mattino, per evitare il sole
cocente e l’eccessivo assembramento
– riferisce Fiorella – Il percorso non
è privo di difficoltà, perché piuttosto
accidentato e per le molte rocce appuntite.
Ma tutti vi riescono, anche
gli anziani e i disabili portati anche in
barella da alcuni volontari. Raccomando
a tutti, giunti a ogni stazione della
Via Crucis, di raccogliere ogni volta un
sasso e di metterlo in tasca: una volta
in cima, davanti alla grande Croce,
ognuno se ne disferà. Ciò a simboleggiare
che solo il Signore ci libera dai
nostri fardelli, rappresentati appunto
dalle pietre, donandoci la vera pace”.
“Un altro momento che resta impresso
a lungo – continua – è la grande adorazione
eucaristica serale sul piazzale
dietro la chiesa. Seppure siano in
tantissimi a parteciparvi, sembra che
il Signore incontri personalmente
ciascuno dei presenti per mostrare
attenzione ai suoi problemi. Tanti ne
restano così colpiti che l’indomani non
mancheranno di accostarsi, talvolta
dopo molti anni, alla Confessione”.

Poi, il giorno della partenza, non prima
di aver ripreso idealmente il proprio
cuore, finalmente purificato, consegnato
alla Vergine all’arrivo. Una preghiera
recitata con trasporto e il saluto alla
Madonna con i fazzoletti dal finestrino
del pullman segnano così l’inizio del
lungo viaggio di ritorno, col desiderio
di ritornare appena possibile laddove
il Cielo si congiunge alla Terra.

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