Attualità

​Un “salto” a Taranto per Riccardo Fogli e Roby Facchinetti​

Hanno raccolto l’invito a pranzo di due inossidabili fans


I Pooh non dimenticano Taranto. Pur divisi
sul fronte musicale, i musicisti che hanno contribuito
a più di cinquant’anni della colonna sonora musicale
italiana, non appena possono, tornano da queste parti.
Anche se di passaggio.

Roby Facchinetti e Riccardo
Fogli, impegnati nel tour “Insieme”, diretti a Gallipoli,
l’altro giorno hanno fatto sosta in città. Hanno raccolto
l’invito a pranzo di due inossidabili fans dei Pooh, Aldo
Marangi e Anna Morrone, commercianti impegnati in
attività di ristorazione e per decenni alle costole dei
Pooh, ovunque. In occasione dei concerti tarantini, poi,
tiravano giù la saracinesca della loro attività e all’esterno
mettevano un cartello, un avviso alla clientela:
“Chiuso per concerto dei Pooh”. Più affezionati di così.
Li hanno seguiti in tour anche all’estero. Perfino in
Canada, stabilendo un primato in fatto di chilometri
per assistere a decine di concerti di Stefano D’Orazio,
Dodi Battaglia, Red Canzian e, appunto, Facchinetti e
Fogli, quest’ultimo riconvocato per la celebrazione del
cinquantennale prima dello scioglimento definitivo
della formazione musicale italiana più longeva.

«Andiamo di corsa – ha detto Facchinetti – ma a un
invito fatto con il cuore, come nel caso di quello fatto da
Aldo e Anna, non si può dire di no; siamo noi a sentirci
in debito con loro e con tanti altri milioni di fans, che
in più di cinquant’anni ci hanno seguito nelle decine di
tournée, in Italia e all’estero: diretti al teatro “Italia” di
Gallipoli per una tappa del tour “Insieme”, nel quale io
e Riccardo ci spendiamo con l’entusiasmo degli inizi,
abbiamo colto al volo l’invito: purtroppo solo il tempo
di pranzare, un caffè, fare due chiacchiere, due foto
e poi scappare, perché lo spettacolo invoca tempi da
rispettare: prove, interviste, foto con i fans salentini,
davvero tantissimi, concerto…».

Per la cronaca, il concerto al teatro “Italia” ha fatto
registrare il “pienone”. «Stiamo vivendo una seconda
giovinezza – dice Riccardo Fogli, nei Pooh i primi sei
anni di attività – e l’entusiasmo della gente in questo
secondo tempo della nostra attività artistica, è fondamentale:
non volevamo passasse il messaggio che
Facchinetti e Fogli mettessero all’incasso la nostalgia
dei fans dei Pooh con il pretesto di un sentimento ancora
vivo; il concerto dura due ore e mezza circa, intanto
perché le canzoni scritte e cantate dai Pooh sono tante,
poi perché Roby è ancora una gioiosa macchina da
guerra e io, modestamente, riesco a stargli ancora dietro
come ai bei tempi».

A Gallipoli li attendono altri amici
tarantini, fra questi Marco De Blasi, anche lui grande
appassionato del gruppo musicale di “Pensiero”, “Noi
due nel mondo nell’anima”, “Chi fermerà la musica”,
“Amici per sempre”.

Pooh e Taranto.
Due parole, magiche per Facchinetti. Si
apre uno scenario. «Il teatro Alfieri, e chi se lo scorda,
ospitò uno dei nostri primi concerti teatrali: avevamo
appena pubblicato “Parsifal” e pensammo fosse il
momento di fare un salto di qualità, passare da locali
e balere ai teatri; più avanti ci è andata ancora meglio:
il “Mazzola” e lo “Iacovone”, che concerti, ragazzi! Ma
ne abbiamo fatti altri ancora a Taranto, non ricordo le
location, di sicuro anche in altre occasioni abbiamo
fatto pienone: in Puglia, questa città ha sempre guidato
la classifica delle presenze: una empatia unica, magie
che nascono non sai come; nel tempo abbiamo fatto
amicizia con molti tarantini; siamo venuti a fare anche
trasmissioni Rai qui a Taranto, una “carrambata” e un
altro programma televisivo in una piazza della Città
vecchia, davanti a quel Castello bellissimo…».

Castello aragonese e ospitata con la Carrà.
Facchinetti,
però, ricorda anche i tanti dopo-concerto. «Ristoranti e
trattorie chiudevano quando noi eravamo ancora
sul palco a cantare, dunque a fine serata ci toccava
qualsiasi cosa, anche il “salto del pasto”. Negli anni
la musica è cambiata, in ogni senso: i ristoranti li
abbiamo conosciuti tutti o quasi, ricordo a Taranto
“Gesù Cristo” e “Rossoblù”, riso, patate e cozze,
una prelibatezza; cominciavo a pensare alla tavola
dal mattino, appena sveglio. Fino al “Ghiottone”,
dove Aldo e Anna ci hanno invitati…».

Facchinetti, lo spettacolo.
«Cantiamo tutti i Pooh
che ci passano per la mente – dice Roby – dunque,
due ore e mezza, e se non fosse per il custode del
teatro che a una certa ora deve chiudere, io e Ricky
resteremmo sul palco a cantare ancora ore…».

Fogli e i Pooh, andata e ritorno.
«Non andai
via dal gruppo per Patty Pravo, leggenda
metropolitana: ho fatto la mia brava carriera
solistica, vinto un Sanremo come i
Pooh, poi sono tornato con loro non appena
Roby, a nome del resto del gruppo, mi ha
ufficialmente rivolto l’invito in occasione
del Cinquantennale: Facchinetti, grande
musicista, grande autore, grande amico, un
grande uomo, un fratello!».

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