Attualità

​Benessere equo e sostenibile, opportunità per le politiche locali​

Esperti a confronto al Politecnico di Bari


“What we measure effect what we do”. Dal rapporto
Stiglitz del 2012 commissionato da Sarkozy e stilato dalla commissione
Stiglitz-Sen-Fitoussi emersero acuti elementi e argomentazioni
rilevanti circa la misurazione del benessere di una società.
Certamente, così come espresso nel 1934 dal fondatore del Pil
(Prodotto Interno Lordo) Simon Kuznets al congresso Usa “il
benessere di una nazione […] non può essere facilmente desunto da
un indice del reddito nazionale”, ciò spiegava le distinte traiettorie
detenute da indici di questo tipo e l’effettivo “stato di salute” della
società.

Gli economisti classici, al contrario, consideravano il Pil
una misura necessaria per favorire indirettamente il progresso della
società: concezione assunta in seguito all’indubbia importanza
che il Pil ebbe durante la Grande Depressione fungendo da bussola
gestoria, contrastando le oscillazioni economiche e favorendo
l’espansione. Oggigiorno, consapevoli delle critiche al Pil come
strumento di misurazione del benessere, è possibile immaginare
politiche volte al suo superamento? Tematiche oggetto di ampia
discussione in occasione del convegno e della tavola rotonda
organizzati nei giorni scorsi presso l’Aula Magna “Attilio Alto”
del Politecnico di Bari alla presenza del Magnifico Rettore Prof.
Eugenio Di Sciascio di illustri relatori rappresentanti la statistica
nazionale, l’accademia, l’imprenditoria, la società civile. Per la
Regione Puglia Massimo Bianco, per la città di Bari il Vicesindaco
Michele Abbaticchio, il responsabile ufficio di statistica Francesco
Capozzi, il responsabile pos pagamenti spese correnti Dott. Francesco
Pellecchia e il responsabile del servizio finanziario Dott.
Giuseppe Ninni; per la città di Taranto il Presidente della Camera
di Commercio Luigi Sportelli e il dirigente pianificazione urbanistica
e mobilità Francesco Rotondo.

Nell’ambito di un sistema
dinamico in continua evoluzione è indispensabile dotarsi di strumenti
statistico-economici puntuali al fine di orientare al meglio
i processi decisionali. La nostra nazione si è fatta autrice del Bes
(Benessere Equo e Sostenibile) una metodologia dinamica nata dal
lavoro congiunto di Cnel, Istat e di altre parti sociali, introdotta nel
Bilancio dello Stato con la Legge di Bilancio n.163/2016, capace
di misurare il benessere della società. Taranto istituì nel marzo
2017, così come ampiamente delineato nel convegno da Barbara
Scozzi Professore associato del Politecnico di Bari, il primo corso
di alta formazione a livello nazionale avente tematica il Bes che
consentì ai corsisti di delineare un project work in merito, attività
in linea con l’obiettivo di Agenda 2030 e con il far divenire Taranto
Bes City: percorso formativo intenso portato avanti dalla Camera
di Commercio di Taranto e dal Centro di Cultura “G. Lazzati”
dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Taranto.

Durante la
mattinata in rappresentanza dell’Istat Roberto Monducci, Maria
Pia Sorvillo, Angela Maria Digrandi, Stefania Taralli, Monica Carbonara
e Valerio Fiorespino hanno apportato interventi altamente
tecnici circa l’effettivo ruolo degli indicatori statistici ufficiali
evidenziandone una già preponderante presenza e utilità a livello
nazionale e regionale facendo emergere al contempo il costante
lavoro della statistica nazionale circa l’incremento degli indicatori
locali al fine di poter mappare i Comuni italiani più piccoli. Così
come da rapporto Stiglitz occorrerebbe un vero e proprio “shift
delle priorità: dalla produzione delle merci al benessere delle
persone, in un contesto di sostenibilità”.

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