Attualità

​Capodanno a tavola, tra leccornìe e prelibatezze​

E' il cenone che pone fine all’overdose di calorie “immagazzinate” durante le feste natalizie


Coraggio, ancora uno sforzo.
Manca solo il cenone di Capodanno e poi
sull’overdose di calorie e chilogrammi (per
non dire di glucidi e lipidi) calerà il sipario
e si potrà tentare di rientrare nei vestiti ed in
parametri di sicurezza per la salute (magari
ricorrendo all’ausilio di un prezioso e gustoso manuale di cucina della salute ma non
penitenziale, del quale abbiam già parlato:
“Le strade del ben-essere. Tra gastronomia
e buon gusto”, di Maria Celeste Eusebi,
Scorpione editrice).

La notte del 31 ognuno si sbizzarrisce come
vuole nel comporre un cenone luccicante e
ricco di leccornie, meglio se costose – proprio come lo sfarzo della tavola: perché una
accorsata superstizione vuole che lo stato
in cui ci si trova a Capodanno (intendendo
proprio il momento del passaggio dal 31
dicembre al 1° gennaio) durerà per tutto
l’anno. E allora vai, secondo i gusti, con i
frutti di mare, ostriche in primis; con salmone storione e pescespada affumicati; con
blinis e caviale; col foie gras; con gli ultimi
tartufi; con scampi, gamberoni, aragosta…

Non ci sono ricette specifiche e tipiche,
dicevamo, con l’eccezione – dopo cena,
proprio mentre a mezzanotte l’anno vecchio toglie il disturbo e passa le consegne
al nuovo, fra i botti incivili e quelli, molto
più moderati, civili ed allegri dello champagne o degli ottimi spumanti italiani – del
cotechino (o di zampone: i due insaccati
sono molto simili ma non sono uguali:
l’involucro cambia, il cotechino è farcito
in un budello di maiale, lo zampone in una
zampa di maiale svuotata; nel caso dello
zampone la cotenna di maiale rilascia più
grasso) e delle lenticchie; le quali ultime simboleggiano proprio il danaro (le monete, un tempo preziose, oggi declassate per
potere d’acquisto), e quindi la consegna è:
mangiatene più che potete.
Per restare in tema di lenticchie (peraltro
ricche di proteine vegetali, fibre e ferro),
ecco una ricetta semplice semplice, presa
dal Cucchiaio d’argento.

Ingredienti: 250 grammi di lenticchie
secche, 100 grammi di pancetta a cubetti,
1 cipolla, una costa di sedano, una carota,
una foglia di salvia, 400 grammi di polpa
di pomodoro, olio extravergine d’oliva, sale,
pepe nero. Mettete le lenticchie a bagno
in acqua fredda per alcune ore. Eliminate
quelle venute a galla, sgocciolate le altre e
mettetele in una casseruola. Copritele con
acqua fredda e lessatele per 1 ora. Mondate le verdure e riducetele a dadini molto
piccoli. Scaldate tre cucchiai d’olio in un
tegame, fate rosolare la pancetta e unite la
dadolata di verdure e la salvia. Dopo 10
minuti aggiungete la polpa di pomodoro
tritata oppure tre pomodori freschi, rossi e
maturi, spellati, privati dei semi e tagliati
a cubetti. Regolate di sale e pepe, cuocete
per 15 minuti. Sgocciolate le lenticchie
lessate, versatele nel tegame del soffritto
e lasciate insaporire per dieci minuti a
fuoco basso. Ottime servite calde, si possono gustare anche fredde. Fra le tante
varianti possibili, c’è chi aggiunge zenzero
al soffritto, chi peperoncino, chi preferisce
condire dopo la cottura, già nel piatto, col
cosiddetto “olio santo” (olio extravergine
d’oliva con peperoncino in infusione). Ci sta
bene anche l’alloro. I vegetariani possono,
ovviamente, eliminare la pancetta. Il piatto
non ne soffrirà…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche