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Fibrosi cistica. Dal Ministero: Ok ai farmaci

Dopo la polemica esulta la Regione

Michedle Emiliano
Michedle Emiliano

«Abbiamo ricevuto in queste ore la nota di chiarimento del Ministero della Salute alla nostra richiesta in merito alla erogabilità di farmaci a pazienti affetti da Fibrosi cistica e/o da Malattie rare e davvero, possiamo dire, di aver raggiunto un ottimo risultato. Mi sono impegnato, insieme con gli Uffici regionali competenti, affinchè siano sempre salvaguardate la continuità delle cure e la tutela della salute delle persone interessate e oggi finalmente possiamo fornire indicazioni operative e precise alle Aziende sanitarie».
Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, commentando la risposta del Ministero della Salute che ha inteso chiarire che per quanto riguarda le prescrizioni emesse dai Centri autorizzati dalla Regione nei confronti di pazienti affetti da fibrosi cistica “risulta inclusa nei livelli essenziali di assistenza l’erogazione a titolo gratuito, per la cura a domicilio dei pazienti affetti da tale malattia, delle prestazioni sanitarie, ivi compresa la fornitura gratuita del materiale medico, tecnico e farmaceutico necessario (ossia i farmaci necessari secondo le indicazioni terapeutiche prescritte dai Centri di riferimento regionali a prescindere dalla fascia di rimborsabilità appartenenza)”. Per quanto riguarda invece le malattie rare, il Ministero ha introdotto uno spazio di eccezionalità (“pur ribadendo la linea generale, in base alla quale non è prevista la rimborsabilità in regime Ssn dei prodotti extra-lea prescritti per gli assistiti residenti nelle Regioni sottoposte a Piano di Rientro per la riqualificazione del Ssr”). Il Ministero infatti prevede che, in casi del tutto eccezionali, si possa presentare “ …specifica istanza alla Asl per l’emanazione di un provvedimento ad hoc che disponga l’erogazione dei prodotti in questione, a seguito di una valutazione clinica che ne attesti la “indispensabilità e insostituibilità”…”.
«Le istanze dovranno essere presentate al Distretto Socio Sanitario di residenza dell’assistito – ha detto Giancarlo Ruscitti direttore regionale del Dipartimento Promozione della salute e del Benessere sociale – e dovranno essere corredate di dettagliata relazione clinica redatta dal Centro autorizzato dalla Regione alla diagnosi e cura della malattia rara. Le istanze poi dovranno essere valutate ed approvate da apposita commissione costituita dal Direttore Sanitario, Direttore del Distretto Socio Sanitario e dal Direttore del Servizio Farmaceutico Territoriale dell’Azienda Sanitaria Locale, ai fini della successiva eventuale erogazione diretta in regime Ssn».
Sullo ‘stop’ alle prestazioni extra Lea e ai farmaci in fascia C per le Regioni in piano di rientro, con una nota alla Lega Italiana Fibrosi Cistica, il Ministero della Salute dichiara “quanto previsto dall’art.3 della L.548/93 non può configurarsi come prestazioni extra-Lea”
«Grazie ad una legge speciale e lungimirante come la n. 548 del 1993 recante “Disposizioni per la prevenzione e la cura della fibrosi cistica,” i pazienti non si vedranno più privati del loro diritto alla continuità terapeutica. Sul caso di questi giorni scoppiato in Puglia, in merito alla gestione delle richieste di prodotti per l’assistenza farmaceutica a pazienti affetti da fibrosi cistica, con una nota trasmessa alla Lega Italiana Fibrosi Cistica – Lifc, il Ministero della Salute, nel confermare l’impossibilità per le Regioni soggette a piano di rientro di erogare prestazioni extra-Lea, ha evidenziato che non si configurano quali prestazioni extra-Lea l’erogazione a titolo gratuito, delle prestazioni sanitarie, compresa la fornitura gratuita del materiale medico, tecnico e farmaceutico necessario, ossia i farmaci necessari secondo le indicazioni terapeutiche prescritte dai Centri di riferimento regionali a prescindere dalla fascia di rimborsabilità di appartenenza come richiamati dall’art.3 della Legge 23 dicembre n.548, per la cura e la riabilitazione a domicilio dei pazienti con fibrosi cistica».

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