17 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2021 alle 17:53:40

Attualità

L’attacco al governo di Melucci ed Emiliano


«Oggi manca un “convitato di pietra” che ha stabilito che il siderurgico deve restare qui e continuare a produrre. Quando il Governo ci farà capire con responsabilità che cosa può mettere in campo per dare una prospettiva per questa città allora parleremo ancora più approfonditamente di decarbonizzazione, Viias o Centro Salute Ambiente».
Così il sindaco Rinaldo Melucci a margine del Consiglio comunale monotematico sulla questione ambientale.
«Stiamo facendo tutto quello che la legge prevede per dare tranquillità ai cittadini – ha evidenziato il primo cittadino – nel momento in cui la tranquillità dovesse venire meno, fondata su dati scientifici, siamo disponibili con coraggio, autonomia e senso di responsabilità a non escludere nessuna delle iniziative per tutelare la salute dei cittadini. Si tratta di una vicenda complessa e per questo bisogna stare nelle norme e guardare ai dati scientifici».
Alla massima assise cittadina ha partecipato anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano (contestato a più riprese da alcuni attivisti presenti nell’area riservata al pubblico). «Qualcuno – ha detto il Governatore al termine – aveva promesso di chiudere la fabbrica e di risolvere così le preoccupazioni e i drammi che quotidianamente si verificano a Taranto. Questo sogno è stato infranto da un tradimento, il tradimento del Movimento 5 Stelle verso la città di Taranto, verso l’Italia. Ed è chiaro che i sostenitori del Movimento 5 Stelle che erano in aula hanno perso la calma oggi (ieri, ndr), perché abbiamo ripetuto quello che gli ho detto per quattro anni e cioè che a Roma non avrebbero mai avuto il coraggio di chiudere l’Ilva. Io ero disponibile a collaborare col governo del Movimento 5 Stelle se avesse deciso di chiuderla. Quindi – ha proseguito Emiliano – non rimane che la verifica puntuale, quotidiana dei livelli di inquinamento perché se fossero superati i livelli di legge, in linea teorica sarebbe possibile un’ordinanza temporanea di chiusura dell’Ilva. Ma non è la decisione che loro chiedono, cioè una rivisitazione strategica del ruolo della fabbrica nell’economia italiana. Io non prenderò mai in giro i cittadini, ho sempre provato e proverò fino allo sfinimento a raccontare loro la verità: se nessun Governo della Repubblica italiana ha il coraggio di decidere di chiudere quella fabbrica, non resta che ricostruirla in modo tecnologicamente così avanzato da ridurre al massimo ogni rischio per la salute dei cittadini, per l’ambiente e per la sicurezza degli operai. Su questo punto sono sicuro che prima o poi tutti i tarantini convergeranno. Ripeto se però il Governo dovesse cambiare idea e decidere di chiudere l’ex Ilva, noi siamo ovviamente contentissimi. L’ho detto all’inizio, se l’Ilva non fosse mai esistita o se sparisse d’improvviso, sarei il Presidente più felice del mondo».

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