13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 18:30:05

Attualità

Corvace cita i medici ed il gip


Tra gli interventi dei consiglieri comunali, nel corso della seduta monotematica sulla questione ambientale, anche quello di Rita Corvace.
«Alla politica spetta fermare la mitragliatrice, a noi medici curare le ferite”. Sono le parole che il dottor Pisconti ha pronunciato a margine del convegno sul futuro eco sostenibile di Taranto, tenutosi qualche settimana fa presso la sala convegni della Cittadella della Carità. Nel suo intervento il dottor Conversano ha affermato che, se si decidesse di fermare adesso lo stabilimento, subiremmo per altri 20 anni gli effetti nocivi sulla salute. Questo significa che, oltre ad aver distrutto il futuro dei nostri figli, rischiamo di compromettere irrimediabilmente il futuro dei nostri nipoti. E se è vero, come è vero, che i bambini che vivono a ridosso della zona industriale hanno un quoziente intellettivo inferiore rispetto ai loro coetanei; e se é vero, come è vero, che i tumori diventano più aggressivi e colpiscono sempre più giovani – come sostiene il dottor Mazza – abbiamo una sola scelta da fare: metterci dalla parte della città e fermare la fabbrica per sempre, costringendo il governo a venire a Taranto con un cronoprogramma che, partendo dalla chiusura delle fonti inquinanti, ridisegni un futuro per la nostra città. Non abbiamo altra scelta da fare: chi parla di risanamento o ambientalizzazione non ha mai mai visto la fabbrica, lo stato di decadenza e obsolescenza degli impianti. E se non volete ascoltare gli operai che lavorano ogni giorno in fabbrica, rischiando di non tornare a casa – perché, vorrei ricordarvi, che dal 2012 ad oggi 8 lavoratori sono morti su impianti posti sotto sequestro dalla Magistratura, seppur con facoltà d’uso – ascoltate i sindacati che – ha evidenziato Corvace – solo dopo aver firmato quell’accordo del 6 settembre, hanno iniziato a parlare di scarsa sicurezza sul lavoro ed impianti fatiscenti. Noi tutti e lei, sindaco Melucci, dobbiamo scegliere da che parte stare: dalla parte della Vita e quindi non negare i dati e gli studi che dimostrano che lo stabilimento Ilva è incompatibile con la vita umana, o dalla parte della produzione. Io ho scelto, e lei sindaco Melucci, che è il primo tutore della salute dei suoi cittadini, non può più tergiversare e perdere tempo. Vorrei concludere, auspicando che ciascuno di noi le facesse proprie, con le parole del Gip Todisco: “…non un altro bambino, non un altro abitante di questa sfortunata città, non un altro lavoratore dell’Ilva, abbia ancora ad ammalarsi o a morire o ad essere comunque esposto a tali pericoli, a causa delle emissioni tossiche del siderurgico”».

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