07 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

Attualità

​Torna in città la mostra sulla Shoah​

Presentato il programma dell’evento


Anche quest’anno la città di Taranto è stata inserita tra le sei tappe italiane della mostra itinerante, composta
di 37 pannelli espositivi, La razza nemica. La propaganda
antisemita nazista e fascista “grazie – ha spiegato il consigliere
regionale Gianni Liviano nel corso della conferenza stampa di
questa mattina – al grande successo dell’anno scorso quando
la mostra fu visitata da migliaia di persone e vide il coinvolgimento di alcuni istituti superiori di secondo grado della città
oltre alla collaborazione dell’Ufficio scolastico provinciale e
del Comitato qualità della vita questi ultimi due nuovamente
partner dell’edizione di quest’anno insieme all’associazione
Le città che vogliamo”.

La mostra, finanziata dall’ Unar, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (organo del Dipartimento per le pari
opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri),
sarà visitabile dall’1 al 16 aprile e gode del patrocinio morale
dei Comuni di Crispiano, Faggiano, San Giorgio Jonico, Statte
nonchè degli istituti “Belisario-Sforza” di Ginosa-PalagianoPalagianello e “Leonardo da Vinci” di Monteiasi-Montemesola.
L’appuntamento di quest’anno si arricchisce, ha spiegato Liviano fautore dell’importante iniziativa, della partecipazione dei
Comuni di San Giorgio Jonico, Faggiano, Palagiano, Crispiano,
Statte e Montemesola che hanno chiesto di poter ospitare la
mostra itinerante.

“Una richiesta – ha sottolineato il consigliere regionale tarantino – che è stata subito accolta favorevolmente da noi che dai
responsabili della Fondazione Museo della Shoah dal momento
che uno degli scopi principali dell’iniziativa è quello di provare
a lanciare un importante messaggio alle nuove generazioni che
di quanto accaduto hanno conoscenza soltanto attraverso i libri
di storia. Non ci può essere storia se non si guarda al futuro.
La memoria ha un senso solo se ha il coraggio e l’audacia di
guardare al futuro per questo è importante che siano i giovani
a interessarsi a queste importanti dinamiche”.

A Taranto la mostra sarà ospitata nel chiostro dell’Istituto musicale Paisiello e potrà essere visitata i giorni 10 (a partire dalle
ore 16, subito dopo la cerimonia di inaugurazione alla quale
oltre alle autorità interverranno il prof. Amedeo Osti Guerrazzi
e il prof. Marco Caviglia), 11 e 12 dalle ore 9 alle ore 19.
Ospiti di riguardo della mostra saranno Andra e Tatiana Bucci, le due sorelle di origine ebraica superstiti dell’Olocausto,
testimoni attive della Shoah italiana e autrici di memorie sulla
loro esperienza a Auschwitz.

“Le sorelle Bucci, insieme alla dott.ssa Micaela Felicioni della
Fondazione Museo della Shoah – ha reso noto Liviano – la sera
di giovedì 11 aprile parteciperanno ad una iniziativa pubblica
che si terrà alle ore 18.30 nel Salone di rappresentanza della
Provincia mentre il giorno dopo, la mattina del 12, incontreranno gli studenti di Taranto, nella sala riunioni del Dipartimento jonico di Studi giuridici, e quelli di Statte nella scuola
Leonardo da Vinci”.
Per quanto riguarda gli altri appuntamenti, la mostra sarà
a San Giorgio Jonico l’1 e 2 aprile (9/12.30-16/19.30) nella
sede dell’associazione culturale “Lino Agnini” in piazza
San Giorgio; a Faggiano il 3 e 4 aprile (9/14-15-19) nella sala
consiliare del Comune; a Palagiano il 5 e 6 aprile (9/14-15/19)
all’interno dell’Istituto Belisario-Sforza; a Crispiano il 7 e 8
aprile (domenica 7 dalle ore 9 alle 13 nella sala consiliare del
Comune; lunedì 8 dalle ore 9/13-16/18 nell’istituto comprensivo
“Francesco Severi”); a Statte il 13 e 14 aprile (10/12-17.30/20)
all’Arcitenda in via Piave; a Montemesola il 15 e 16 aprile
(9/14-16.30/19) nella scuola secondaria “G. Pascoli”.

Alla conferenza stampa sono intervenuti il prof. Antonio
d’Itollo, dirigente Usr Puglia Ufficio VII Taranto, e il prof.
Carmine Carlucci del Comitato qualità della vita i quali hanno sottolineato la valenza dell’iniziativa sottolineando come
i genocidi siano in agguato e non vanno sottovalutati per cui
ricordare il passato può contribuire a far sì che simili periodi
restino confinati nelle pagine dei libri di storia.
Il percorso espositivo si snoda su un duplice
piano narrativo: da una parte viene offerto
uno sguardo sull’evoluzione dell’antisemitismo in Europa all’inizio del ‘900, in
particolare sulla fase finale caratterizzata
da motivazioni genetiche e biologiche e
non più solo teologiche, socio-economiche
e culturali e, dall’altra, viene raccontato il
ruolo della propaganda nazista e fascista
che ha caratterizzato la cosiddetta società di
massa, grazie alla nascita e alla diffusione
di “nuovi” media come la radio, il cinema
e successivamente la televisione.

L’esposizione si chiude con un’analisi sulle
conseguenze che la propaganda ha avuto
sulla sorte degli ebrei d’Europa, dalle misure persecutorie, con l’emanazione delle
Leggi di Norimberga (1935) e l’istituzione
dei ghetti, che sancirono l’isolamento degli
ebrei dal resto della popolazione, per arrivare alle deportazioni e allo sterminio fisico
nei campi di morte.

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