07 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

Attualità

​Successo per Taras Theatrum​

Il lavoro degli studenti di sei licei tarantini


Si è conclusa con successo la seconda
edizione della tre giorni del “Taras Theatrum. Festival
della cultura classica della Città di Taranto” che ha
visto la partecipazione della omonima rete di scopo
dei Licei “Archita” di Taranto (dirigente Angela Maria
Santarcangelo), “Moscati” di Grottaglie (dirigente
Anna Sturino), “Ferraris-Quinto Ennio” di Taranto (dirigente Marco Dal Bosco), “De Ruggieri” di Massafra
(dirigente Elisabetta Scalera), “De Sanctis-Galilei” di
Manduria (dirigente Maria Maddalena Di Maglie) ed
il Liceo capofila della rete, “Aristosseno” di Taranto
(dirigente Salvatore Marzo).

Il Festival è stato realizzato grazie al finanziamento
del progetto ottenuto dal Miur e si è avvalso del
patrocinio del Comune e della Provincia di Taranto,
dell’Associazione Italiana di Cultura Classica (Aicc)
“Adolfo Mele” di Taranto, dell’Associazione “Amici
dei Musei” di Taranto, del Comitato di Taranto della
“Società Dante Alighieri”, dell’Associazione “Amici
del Quinto Ennio”, della “Federazione delle Comunità
e Confraternite Elleniche in Italia” e della Comunità
Ellenica di Taranto “Maria Callas”.

Il coordinatore
della Rete di scuole di Terra Jonica “Taras Theatrum” è
stato il dirigente scolastico del Liceo Aristosseno, professor Salvatore Marzo che ha promosso e organizzato
le attività del Festival avvalendosi della collaborazione
della Direttrice Ammistrativa Anna Pesce, della prof.
ssa Enza Messina e dei Colleghi e dei Docenti della
rete. Per tre sere consecutive, nell’Auditorium Tarentum, studenti estrosi e di sicuro talento, hanno riletto
e interpretato attraverso i filtri della loro sensibilità e
del loro estro giovanile alcuni classici greci e latini,
coinvolgendo un pubblico colto e numeroso e dimostrando che la sinergia fra docenti e alunni, affiatati e
motivati dall’amore per la civiltà umanistica, fa sprigionare scintille di creatività. Non solo: il Festival è la
dimostrazione di quanto attuale e affascinante sia la
civiltà classica coi suoi miti universali e la sua inalterata
bellezza e verità.

Fra uno spettacolo e l’altro sono state
apprezzate le comunicazioni della professoressa Maria
Koutra (Comunità Ellenica “Maria Callas”) che ha affrontato il tema: “Dalla Grecia all’Italia: le radici della
cultura ellenica”, e del professor Alberto Altamura
(dell’Associazione Italiana di Cultura Classica) che ha
parlato di “Umanesimo e scienza nel mondo classico”.
E’ stato anche proiettato, in prima assoluta, il cortometraggio “L’amore a simposio”, ideato e curato dalla
professoressa Ida Russo, docente di Storia e Filosofia
dell’Aristosseno, al termine di un percorso biennale
di Alternanza Scuola Lavoro realizzato insieme agli
alunni della 5^ I del liceo tarantino.

Utilizzando con grande efficacia il linguaggio multimediale è stato possibile apprezzare come in Grecia e in Magna Grecia
il simposio -il “bere insieme”- era un luogo elettivo di
incontro tra natura e cultura, tra cibo e filosofia, capace
di nutrire il corpo e la mente.
Ed ecco gli spettacoli: il Liceo Archita ha presentato
“Una storia di sempre”- dialogo tra Saffo e Alda Merini, del professor Valerio PIndozzi, un lavoro che ha
preso spunto dalle affinità riscontrabili nelle poetiche
di Saffo e Alda Merini. Saffo e Alda sono due fanciulle
di oggi che analizzano, dialogando, i propri sentimenti,
ma anche le ansie e le sconfitte. Da qui il titolo “Una
storia di sempre”: i valori, quelli classici in particolare,
sono tali se li vivifichiamo, attualizzandoli.

Il Liceo “Ferraris-Quinto Ennio” ha proposto una trasposizione teatrale da Ovidio, “Vorrei morire piuttosto
che darmi a te”, a cura della professoressa Serafina
Madaro. Il copione dello spettacolo è il risultato di
un lavoro di trasposizione in chiave drammatica del
testo delle Metamorfosi di Ovidio e di due fabulae in
particolare: Eco e Narciso e Apollo e Dafne.
“La morte di Didone: teatro fisico e parola”, rielaborazione del IV libro dell’ “Eneide” di Virgilio, è stato
lo spettacolo del Liceo “Moscati”, a cura della professoressa Concettina Mastria: la rappresentazione si è
mossa fra le parole ed i gesti della regina che hanno
attraversato, nel breve tempo della scena, un ventaglio
emozionale intenso ed ossimorico.

Dall’Eneide all’Iliade: il liceo De Ruggieri ha proposto “In viaggio nell’Iliade”, referente del progetto la
professoressa Maria Minnuni. “In viaggio nell’Iliade”
è un libero adattamento dall’Iliade di Alessandro
Baricco che nel 2004 ha dato forma a quell’intramontabile poema immaginando una serie di monologhi di
personaggi principali e di altri meno noti, tutti volti a
raccontare, da un punto di vista differente, la stessa
terribile guerra. “L’Edipo re”, il capolavoro di Sofocle,
è stato rappresentato dal De Sanctis-Galilei , a cura
delle professoresse Luana D’Aloja e Giovanna Caforio
Massarelli. L’Edipo re è un’opera ricca di molteplici
significati che arricchisce l’autocoscienza di ciascuno.
Sofocle ci insegna che una vita umana in disarmonia
rispetto al ritmo di quella cosmica, prima si inalbera
in convulsioni atroci, poi diviene identica al nulla.
Infine, il liceo Aristosseno ha concluso il Festival con
“Lo Sbruffone”, un libero adattamento del “Miles
gloriosus” di Plauto a cura della professoressa Enza
Messina che è stata la coordinatrice della rassegna.

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