Attualità

Di Maio: abolizione dell’immunità e valutazione del danno sanitario per riconquistare i tarantini

A Taranto per il tavolo istituzionale sullo sviluppo


La parola “chiusura” è definitivamente messa al bando.
Ormai fa parte solo del materiale d’archivio a memoria di quanti su
quella parola hanno costruito la propria fortuna elettorale e di quanti –
con una sconcertante dose di credulità – si sono fidati votando e
facendo votare Cinquestelle con il miraggio dello stop alla più grande
fabbrica d’acciaio in Europa.

A Taranto per il tavolo
istituzionale sullo sviluppo, Luigi Di Maio è stato chiarissimo: «Non
avrei mai fatto chiudere per licenziare ventimila persone. Non sarebbe
stato fare il mio dovere. E comunque c’era una variabile impazzita: un
contratto già firmato che non potevamo annullare, ma che abbiamo
migliorato salvando tutti i posti di lavoro».

E allora il mantra
adesso è un altro: «Disintossicare Taranto dalla dipendenza da un solo
stabilimento. Ci vorranno degli anni, ma noi il nostro impegno ce lo
metteremo con fatti concreti».

I fatti concreti, allora. Il
vicepremier e ministro dello sviluppo economico si è presentato in città
con una robusta squadra di ministri al seguito. Con lui c’erano Sergio
Costa (ambiente), Giulia Grillo (salute), Barbara Lezzi (sud), Alberto
Bonisoli (beni culturali). Si è presentato in mattinata in prefettura
con un annuncio di quelli mirati a riconquistare la fiducia dei tanti
elettori ambientalisti cha da questo governo si sono sentiti traditi:
l’abolizione della controversa immunità parlamentare. «L’ abbiamo
approvata ieri sera (martedì 23, ndr) – ha
detto Di Maio – in consiglio dei ministri nel decreto crescita. Avrà
effetti dal mese di agosto». In verità anche su questo punto, nel pieno
della conferenza stampa tenuta nel tardo pomeriggio, il vicepremier è
stato contestato da alcuni ambientalisti con i quali peraltro aveva
avuto in precedenza un lungo confronto istituzionale a conclusione dei
lavori del tavolo sul Contratto di sviluppo. Per il ministro dello
sviluppo, l’abolizione della immunità dovrebbe essere anche un modo per
mettere pressione su Arcelor Mittal rispetto a tempi e tecnologie degli
interventi. E proprio dopo la conferenza stampa Di Maio si è diretto
allo stabilimento siderurgico «per vedere concretamente» il lavoro in
corso per la copertura dei parchi di minerale.

Altri due sono i
punti che il vice presidente del consiglio ha messo sul tavolo: il
Tecnopolo del Mediterraneo e la sostituzione dei commissari
dell’amministrazione straordinaria dell’Ilva.

«Con il Tecnopolo
Taranto sarà trasformata nel polo delle nuove tecnologie soprattutto in
materia ambientale. Lo statuto del Tecnopolo è stato già trasmesso al
Quirinale; la sede la decideremo d’intesa con il sindaco e con il
presidente della Provincia. Con i nuovi commissari inizia la “fase 2”:
dovranno seguire le bonifiche e spendere il miliardo di euro sequestrato
ai Riva».

La spesa dei soldi: uno dei punti cruciali del
percorso che dovrebbe realizzare la tanto sbandierata riconversione
economica della città: «Abbiamo scoperto con stupore cheè stato speso
sinora solo il 30% delle somme disponibili. Ci sono da spendere 600
milioni di euro e noi siamo in grado di accelerare i tempi per
realizzare gli interventi previsti».

Tre i tavoli che saranno
insediati per dare concretezza agli impegni assunti: uno sulla
innovazione, un altro su salute e ambiente, l’altro ancora sulla
riqualificazione urbana. Saranno gli stessi ministri presenti oggi a
Taranto a seguirne gli sviluppi. I prossimi due mesi serviranno invece a
istituire la valutazione preventiva del danno sanitario, grazie ad una
modifica dei precedenti decreti ministeriali.

In definitiva un
Di Maio molto più pompiere e con i piedi per terra rispetto al chiasso
incendiario che il suo partito ha fatto in questi anni sulla questione
ambientale. «Non abbiamo la fiducia in tasca – ha detto – e dobbiamo
lavorare per cambiare le sorti di questo territorio. Taranto ha fatto
crescere l’Italia a prezzo della salute dei propri abitanti e quindi
tutti gli italiani hanno un debito con Taranto. È arrivato il momento di
estinguere questo debito».

Prossimo appuntamento già fissato
per verificare il lavoro svolto dopo questa lunga giornata tarantina: il
24 giugno. Sempre ammesso che per quella data questo governo sia ancora
in carica e che Di Maio sia ancora ministro.

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