17 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2021 alle 17:53:40

Attualità

​Musica e ambiente​: “Taranto capitale”​

Siderurgico, ma anche Tav, Tap, climate change tra i temi affrontati. Decine di migliaia i presenti


Uno striscione che invita a scendere in piazza, il prossimo quattro maggio, in
occasione del corteo nazionale che si terrà a
Taranto a favore dell’ambiente, perchè «l’indifferenza ammazza».

La grande scritta sul palco, «dal 1965 cambiano
gli attori, restano i tumori», riferimento agli
“episodi di malattia e morte”, per usare le parole
del gip Todisco, collegati all’inquinamento di
origine industriale a Taranto.
Ex Ilva, climate change e la battaglia di Fridays
4 Future, ma anche la Tap e la Tav: come e più
della musica, i dossier ambientali di stretta attualità sono stati i protagonisti di Unomaggio
Taranto, il concertone organizzato dal Comitato
Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti al Parco
Archeologico delle Mura Greche.
Diverse decine di migliaia le persone, soprattutto
giovani, che hanno voluto partecipare all’happening nato come controcanto al canonico Primo
Maggio ‘romano’ dei sindacati confederali ma
ormai capace di brillare di luce propria.
Michele Riondino, Valentina Petrini, Andrea
Rivera, Roy Paci, Diodato sono stati i ‘maestri di
cerimonia’ della manifestazione che quest’anno
ha visto tra gli ospiti più attesi dal pubblico Max
Gazzè e Elio (in duetto), Malika Ayane, oltre ai
pugliesi Toti e Tata in versione “Oesais”.

Quasi un rimando, la loro presenza, al prossimo
evento musicale dell’estate tarantina, quel Medimex che porterà qui Liam Gallagher, ‘vero’
(ex) Oasis. Mauro Biani ha definito Taranto
«Woodstock d’Italia» e disegnato un manifestovignetta contro il «razzismo ambientale»; Mimmo Lucano, in collegamento, ha parlato della sua
esperienza di sindaco di Riace e della questione
immigrazione; i genitori di Giulio Regeni hanno
inviato un messaggio. «Invito tutti voi ad essere
una singola goccia che ha voglia di smuovere
una tempesta» le parole del padre di Lorenzo
Orsetti, ucciso in Siria dove era impegnato a
combattere l’Isis, insieme alle brigate curde. «La
nosta non è una battaglia diversa da quella di
Taranto e Cerano» ha spiegato il sindaco ‘noTap’
di Melendugno, Vittorio Potì, mentre a portare
la loro testimonianza sono state le madri di Taranto di TamburiCombattenti, quelle venete di
noPfas, le madri argentine di Plaza de Mayo.

In
un tweet, lo scrittore Erri De Luca ha parlato di
Taranto «città martire dei guasti da lavoro», oggi
«capitale italiana del Primo Maggio».
Sul palco anche Aldo Ranieri, ex operaio Ilva
e tra i più noti esponenti del Comitato Liberi e
Pensanti: «L’Apecar da quel 2 agosto 2012 è il
nostro simbolo e non si è mai fermato. Questo
concerto libero e pensante ha tutti i valori e
gli ideali che quel piccolo mezzo trasporta da
allora».

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