14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 18:30:05

Attualità

Quando San Cataldo venne spodestato​

Nel 1965 il Santo Patrono non andò per mare


E San Cataldo fu spodestato dalla
motonave. Accadde in occasione del congresso
eucaristico che si svolse ben 54 anni fa, esattamente nel 1965. Chiunque, fosse anche… un
santo, se ne sarebbe certamente risentito, se non
si fosse trattato di cedere il posto sulla motonave
nientemeno che a Nostro Signore, sotto le Specie
Eucaristiche.

L’intero tradizionale cerimoniale
fu di conseguenza stravolto. In quella circostanza l’8 maggio la casa del “rosso irlandese”, la cattedrale, fu proclamata basilica in una grandiosa
cerimonia alla presenza del cardinale Alfredo
Ottaviani, segretario della suprema congregazione dell’allora Sant’Ufficio. Fu data lettura
del “Breve Apostolico” con cui papa Paolo VI,
evidenziando l’antichità del tempio tarantino,
ricordò la corrispondenza epistolare intercorsa
tra la nostra città e due illustri Pontefici: San
Gelosio I e San Gregorio Magno. In un trionfo
di luci e di fiori, Cataldo,dall’alto del baldacchino, parve addirittura sorridere orgoglioso per
l’evento. “Date ora esempio di vita cristiana,
siate fedeli al vostro Santo Protettore, amate la
Casa del Signore, ascoltate la Parola e seguite
l’insegnamento del vostro Vescovo” – ammonì
l’illustre porporato, che sostituì all’ultimo momento il cardinale Giulio Bevilacqua, spirato
appena due giorni prima.

La mattina del 9 maggio successivo, durante una
solenne celebrazione, ai piedi dell’altare vennero
deposte le offerte della diocesi, nell’ambito della
campagna contro la fame nel mondo (solo nel
capoluogo furono raccolti più di sette milioni di
vecchie lire) oltre a un consistente quantitativo
di generi di prima necessità.
In serata ci fu la processione eucaristica a mare.

Accompagnato da ben otto vescovi, dalle massime autorità civili e militari, dalle confraternite,
dalle associazioni religiose e da uno stuolo di
fedeli, il Santissimo Sacramento fu posto su
un artistico carro infiorato e portato per via
Duomo fino alla banchina del castello aragonese, sulla cui banchina avvenne l’imbarco sulla
motonave “Tarantola”, tra gli applausi e le salve
di cannone.
Dopo il giro dei due mari, la motonave attraccò
alla Stazione Torpediniere e da lì si riformò la
processione che raggiunse la rotonda del lungomare, illuminata a festa. L’arcivescovo mons.
Guglielmo Motolese celebrò la santa messa
alla presenza di una moltitudine di tarantini.
La grande manifestazione di fede fu suggellata
dalla solenne benedizione eucaristica e dall’accensione di un grande spettacolo pirotecnico.
Il 10 maggio il cardinale Ottaviani lasciò Taranto e, prima di raggiungere l’aeroporto di Grottaglie, sostò in preghiera nella chiesa madre di
Grottaglie.

E San Cataldo? Nella stessa giornata
del 10 percorse in processione le vie principali
della città fra due ali di folla, ancor più che negli
anni passati. E al passaggio davanti piazza Garibaldi il volo di ben 250 candidi colombi rese
omaggio al Santo Patrono.

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