Attualità

Hotspot: tutti i migranti della Ocean Viking hanno lasciato Taranto

di Annarita Digiorgio


Sono andati via dall’hotspot di Taranto i migranti che erano arrivati mercoledì mattina a bordo della nave Ocean Viking. Nel pomeriggio di venerdi’ circa 150 uomini sono stati trasferiti presso il C.A.R.A. di Bari, mentre i bambini erano stati accolti dal Comune nei Siproimi, le strutture per minori non accompagnati.
Nonostante il decreto Sicurezza di Salvini abbia allungato a 30 giorni i tempi per l’identificazione, precedentemente previsti entro le 48 ore, la permanenza a Taranto è stata brevissima.
Sicuramente la decisione è scaturita dal fatto che al momento l’hotspot si trova in una condizione di vazatio rispetto alla gestione. Soltanto lo scorso 9 ottobre infatti la Prefettura ha pubblicato il vincitore della gara per l’affidamento, ma non vi è ancora stata l’assegnazione. Per questa emergenza della Ocean Viking si è provveduto in deroga, con l’assegnazione temporanea all’Associazione Noi & Voi che storicamente ne forniva i servizi.
Sin dalla nascita, nel 2016, la gestione della struttura è stata di pertinenza comunale, con l’incarico di Direttore affidato al comandante della Polizia Municipale e l’affidamento dei servizi ad enti esterni.
Dopo una lettera di Salvini che rispondeva ad una segnalazione Anac, il Comune, ad ottobre 2018, aveva pubblicato un nuovo bando, ritirato dopo 8 giorni in attesa di nuovi dispositivi derivanti dalla normativa nazionale sull’accoglienza. Nel frattempo si è proceduto in deroga con le assegnazioni finchè lo scorso 21 marzo ha provveduto la Prefettura ad un bando di 1,7 milioni di euro.
Il 9 ottobre quindi è stato pubblicato il vincitore, il Consorzio Hera formato da 4 cooperative siciliane.
Che però non ha ancora preso servizio.

L’hotspot di Taranto è una struttura fantasma, che in pochi hanno mai visto. Si trova al Varco Nord del Porto. Con i suoi 400 posti ha ospitato in totale circa 26 mila migranti. Nell’estate 2018 Invitalia ha fatto nuovi lavori con la costruzione di ulteriori padiglioni.
Come detto, non è una struttura di accoglienza, ma di identificazione, quindi privo dei servizi necessari per la permanenza (dai legali, ai luoghi di culto).
Solo la brevità della sosta infatti può giustificare una struttura del genere nella terra di mezzo tra il porto mercantile e l’Ilva, esattamente sotto i nastri trasportatori, nonché 400 letti attaccati all’interno di container, anche quelli, come tutta la zona circostante, rossi di polvere minerale. 
Eppure nei primi anni vista l’emergenza sbarchi i migranti stanziavano nell’ hotspot di Taranto, sovraffollato e spoglio, per molti mesi, tanto che la Cedu ha segnalato l’Italia per violazione dei diritti umani.
Col calo degli sbarchi, dal 2018, è rimasto quasi vuoto e inutilizzato, diventando sede di smistamento per migranti liberi in uscita da Ventimiglia, non più di 30 a settimana, secondo la strategia di alleggerimento delle frontiere.
Ora però sono ripartiti gli sbarchi, e quindi torna ad essere funzionale.

1 Commento
  1. Fra 1 mese ago
    Reply

    Speriamo di rivotare presto e liberarvi delle vostre incapacità ,delle vostre menzogne e di questo finto perbenismo che proprio ci ha stufato .

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