Diretti a Gallipoli per una tappa del tour “Insieme”

​Un “salto” a Taranto per Riccardo Fogli e Roby Facchinetti​

Hanno raccolto l’invito a pranzo di due inossidabili fans

Attualità
Taranto martedì 04 dicembre 2018
di Claudio Frascella
Riccardo Fogli e Roby Facchinetti​
Riccardo Fogli e Roby Facchinetti​ © Tbs

I Pooh non dimenticano Taranto. Pur divisi sul fronte musicale, i musicisti che hanno contribuito a più di cinquant’anni della colonna sonora musicale italiana, non appena possono, tornano da queste parti. Anche se di passaggio.

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli, impegnati nel tour “Insieme”, diretti a Gallipoli, l’altro giorno hanno fatto sosta in città. Hanno raccolto l’invito a pranzo di due inossidabili fans dei Pooh, Aldo Marangi e Anna Morrone, commercianti impegnati in attività di ristorazione e per decenni alle costole dei Pooh, ovunque. In occasione dei concerti tarantini, poi, tiravano giù la saracinesca della loro attività e all’esterno mettevano un cartello, un avviso alla clientela: “Chiuso per concerto dei Pooh”. Più affezionati di così. Li hanno seguiti in tour anche all’estero. Perfino in Canada, stabilendo un primato in fatto di chilometri per assistere a decine di concerti di Stefano D’Orazio, Dodi Battaglia, Red Canzian e, appunto, Facchinetti e Fogli, quest’ultimo riconvocato per la celebrazione del cinquantennale prima dello scioglimento definitivo della formazione musicale italiana più longeva.

«Andiamo di corsa – ha detto Facchinetti – ma a un invito fatto con il cuore, come nel caso di quello fatto da Aldo e Anna, non si può dire di no; siamo noi a sentirci in debito con loro e con tanti altri milioni di fans, che in più di cinquant’anni ci hanno seguito nelle decine di tournée, in Italia e all’estero: diretti al teatro “Italia” di Gallipoli per una tappa del tour “Insieme”, nel quale io e Riccardo ci spendiamo con l’entusiasmo degli inizi, abbiamo colto al volo l’invito: purtroppo solo il tempo di pranzare, un caffè, fare due chiacchiere, due foto e poi scappare, perché lo spettacolo invoca tempi da rispettare: prove, interviste, foto con i fans salentini, davvero tantissimi, concerto…».

Per la cronaca, il concerto al teatro “Italia” ha fatto registrare il “pienone”. «Stiamo vivendo una seconda giovinezza – dice Riccardo Fogli, nei Pooh i primi sei anni di attività – e l’entusiasmo della gente in questo secondo tempo della nostra attività artistica, è fondamentale: non volevamo passasse il messaggio che Facchinetti e Fogli mettessero all’incasso la nostalgia dei fans dei Pooh con il pretesto di un sentimento ancora vivo; il concerto dura due ore e mezza circa, intanto perché le canzoni scritte e cantate dai Pooh sono tante, poi perché Roby è ancora una gioiosa macchina da guerra e io, modestamente, riesco a stargli ancora dietro come ai bei tempi».

A Gallipoli li attendono altri amici tarantini, fra questi Marco De Blasi, anche lui grande appassionato del gruppo musicale di “Pensiero”, “Noi due nel mondo nell’anima”, “Chi fermerà la musica”, “Amici per sempre”.

Pooh e Taranto.
Due parole, magiche per Facchinetti. Si apre uno scenario. «Il teatro Alfieri, e chi se lo scorda, ospitò uno dei nostri primi concerti teatrali: avevamo appena pubblicato “Parsifal” e pensammo fosse il momento di fare un salto di qualità, passare da locali e balere ai teatri; più avanti ci è andata ancora meglio: il “Mazzola” e lo “Iacovone”, che concerti, ragazzi! Ma ne abbiamo fatti altri ancora a Taranto, non ricordo le location, di sicuro anche in altre occasioni abbiamo fatto pienone: in Puglia, questa città ha sempre guidato la classifica delle presenze: una empatia unica, magie che nascono non sai come; nel tempo abbiamo fatto amicizia con molti tarantini; siamo venuti a fare anche trasmissioni Rai qui a Taranto, una “carrambata” e un altro programma televisivo in una piazza della Città vecchia, davanti a quel Castello bellissimo…».

Castello aragonese e ospitata con la Carrà.
Facchinetti, però, ricorda anche i tanti dopo-concerto. «Ristoranti e trattorie chiudevano quando noi eravamo ancora sul palco a cantare, dunque a fine serata ci toccava qualsiasi cosa, anche il “salto del pasto”. Negli anni la musica è cambiata, in ogni senso: i ristoranti li abbiamo conosciuti tutti o quasi, ricordo a Taranto “Gesù Cristo” e “Rossoblù”, riso, patate e cozze, una prelibatezza; cominciavo a pensare alla tavola dal mattino, appena sveglio. Fino al “Ghiottone”, dove Aldo e Anna ci hanno invitati…».

Facchinetti, lo spettacolo.
«Cantiamo tutti i Pooh che ci passano per la mente – dice Roby – dunque, due ore e mezza, e se non fosse per il custode del teatro che a una certa ora deve chiudere, io e Ricky resteremmo sul palco a cantare ancora ore…».

Fogli e i Pooh, andata e ritorno.
«Non andai via dal gruppo per Patty Pravo, leggenda metropolitana: ho fatto la mia brava carriera solistica, vinto un Sanremo come i Pooh, poi sono tornato con loro non appena Roby, a nome del resto del gruppo, mi ha ufficialmente rivolto l’invito in occasione del Cinquantennale: Facchinetti, grande musicista, grande autore, grande amico, un grande uomo, un fratello!».

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