Attualità

Alan Kurdi ha lasciato il porto di Taranto

Gli 88 migranti salvati sono momentaneamente all' hotspot in attesa del trasferimento presso il ricollocamento assegnato


Si è concluso nell’arco di un’ora lo sbarco degli 88 migranti a bordo della nave Alan Kurdi, arrivata al porto di Taranto alle 8.20 di questa mattina. Fra di loro, contrariamente a quanto annunciato nei giorni precedenti, cinque minori non accompagnati e una sola donna. 

Lo ha annunciato la Sea Eye con un tweet con cui ha postato la foto di un migrante che prima di scendere a terra ha ringraziato e abbracciato i membri dell’equipaggio: “Siamo felicissimi, il capitano Barbel Beuse, l’equipaggio, i soccorsi finalmente sono in sicurezza”. Con questo tweet delle 13.30 la Alan Kurdi ha salpato dal porto di Taranto.

Nella breve sosta a terra il capo dell’equipaggio ha ricordato di aver salvato i migranti in mare da sotto gli spari.

Infatti come già riferito via social dalla Sea Eye, durante il momento del salvataggio, – avvenuto il 26 ottobre – due gommoni partiti dalla nave della Ong  per recuperare i migranti erano stati minacciati con armi da fuoco da parte della guardia costiera libica, che aveva sparato alcuni colpi in aria e in acqua, ostacolando le operazioni di soccorso.

“I passeggeri erano stremati– ha dichiarato il medico di bordo della Alan Kurdi – soffrivano il mal di mare dovuto dalle difficili condizioni meteo marine nell’ultima settimana. Inoltre c’erano le conseguenze delle ferite di arma da fuoco e delle torture subite nei campi di detenzione in Libia”.

Dal report del 118 risulta che tre uomini sono stati immediatamente trasportati in ospedale per accertamenti: il primo per una bronchite acuta, il secondo per sospetta broncopolmonite e il terzo per un dolore acuto al torace. 

Gli altri 85 migranti sbarcati sono invece in buone condizioni di salute e dopo essere stati forniti sul molo del kit per la doccia, abbigliamento e coperte,  sono stati trasferiti all’ hotspot, dove hanno già effettuato le operazioni di identificazione coordinate dalla locale questura con il supporto dell’associazione Noi&Voi che col precedente bando gestiva il centro.  Dall’identificazione risultano proveniente da Nigeria, Gambia, Guinea, Camerun e Senegal. 

Nei prossimi giorni verranno accompagnati dalle forze dell’ordine presso il luogo di ricollocamento assegnato, dato che, come la nostra redazione vi ha raccontato nelle scorse settimane, l’hotspot non è adibito per l’accoglienza. 

Quanto ai 21 che resteranno in Italia con molta probabilità verranno momentaneamente portati presso il Cara di Bari dove sono ancora ospitati i migranti scesi due settimane fa dalla Ocean Viking. 

 

1 Commento
  1. Ciccio 9 mesi ago
    Reply

    Come descritto nell articolo, nessuno scappa da paesi in guerra! I presunti profughi saranno avanzi dii galera e
    disertori

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