Attualità

Ilva, anche sindacati indotto minacciano sciopero

Intervento unitario dei sindacati dell'indotto


L’atto di recesso di ArcelorMittal è inaccettabile ed il Governo deve trovare la soluzione per garantire il diritto al lavoro in una fabbrica ecocompatibile.

È impensabile, sottolineano i segretari di FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e FIST CISL, UILTRASPORTI UIL e UILTUCS UIL, che l’esistenza di una fabbrica ecosostenibile, che è la normalità nel resto del mondo, in Italia rimanga una chimera e sia impossibile dare una prospettiva di serenità futura, garanzie in termini di sicurezza e sanità alle migliaia di lavoratori e lavoratrici che quotidianamente entrano nello stabilimento, molto spesso, per uno stipendio al limite della sopravvivenza.
Oggi è inutile guardare indietro e trovare i colpevoli. Dagli errori commessi bisogna ripartire per non ricaderci e per costruire un futuro roseo per i lavoratori e la città di Taranto.
L’auspicio, continuano i rappresentanti delle OO.SS. territoriali e che il governo in primis e, le istituzioni tutte, possano creare le condizioni per addivenire ad una soluzione definitiva che crei un connubio indissolubile fra lavoro, sicurezza, sanità e ambiente. Le soluzioni ci sono. Il sindacato sta facendo la propria parte, ora tocca a tutte le restanti parti in causa (istituzioni e imprese) trovare le soluzioni.
Senza una risposta esaustiva e con grande spirito d’insieme, unitariamente alle confederazioni di Cgil, Cisl e Uil e al fianco dei colleghi degli altri settori impiegati nel siderurgico, saranno pronti a tutte le iniziative fino al blocco ad oltranza delle attività lavorative nei propri settori.

Tutti i particolari nell’edizione di domani di Taranto Buonasera in distribuzione fin dal mattino. Per leggere  online basta abbonarsi al prezzo lancio di 60 euro l’anno.

 

 

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