Il caso

​La rivolta dei giornalisti​ contro i tagli ai contributi per l’editoria​

Protesta stamattina davanti alla Camera

Attualità
Taranto martedì 18 dicembre 2018
di La Redazione
Il sit in dei giornalisti a Montecitorio
Il sit in dei giornalisti a Montecitorio © Tbs

I tagli ai contributi per l’editoria scatenano la reazione di editori e giornalisti. Stamattina davanti alla Camera dei Deputati si è tenuto un sit in di giornalisti convocato dalla Federazione Nazionale della Stampa, alla quale ha partecipato il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna.

Compatti i giornalisti che rischiano di perdere il proprio posto di lavoro a seguito del maxi emendamento che il governo vuole infilare nella legge di bilancio. Un provvedimento, quello che hanno in animo di approvare M5S e Lega, che porterebbe nel giro di pochissimo tempo alla chiusura di centinaia fra giornali locali o editi da cooperative no profit e da enti morali. Si tratterebbe di un disastro sotto diversi aspetti: la perdita dei posti di lavoro e la cancellazione di una moltitudine di voci che oggi sono riferimento dei territori e garanzia del pluralismo dell’informazione. Quel pluralismo garantito dall’articolo 21 della Costituzione e che il governo Cinquestelle-Lega vorrebbe cancellare.

Si stima che tra lavoratori diretti e dell’indotto saranno circa diecimila i posti di lavoro che verrebbero cancellati in un colpo solo grazie alla legge di bilancio. Una legge che creerebbe nuova povertà, altro che “legge del popolo”. In questi giorni è stata la File, Federazione Italiana Libero Editori, a rivolgersi al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiedendo un suo autorevole intervento affinché scongiuri questa apocalisse che sta per abbattersi sul mondo dell’informazione e sulla democrazia nel nostro Paese. Più volte il presidente Mattarella è intervenuto in questi mesi per sottolineare il ruolo irrinunciabile della stampa e analoghi interventi sono stati fatti dal presidente del Senato, Elisabetta Casellati. Interventi finora rimasti inascoltati.

Anzi, il sottosegretario con delega all’editoria, Vito Crimi, ha sprezzantemente tuonato che è nel codide genetico dei Cinquestelle l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti e del finanziamento pubblico ai giornali. Un furore ideologico, ingiustificato e scollegato dalla realtà dei fatti, sposato in pieno dal presidente della Camera, Roberto Fico, che intervistato da Lucia Annunziata, ha parlato dei «mostri» creati dal contributo pubblico. Una dimostrazione di assoluta ignoranza della realtà italiana, perché negli anni le normative sul finanziamento pubblico sono profondamente mutate e hanno blindato i contributi dai rischi di “mostruosità”.

Ma Fico non era la parte illuminata del M5S? La sensazione è che si voglia trascinare il Paese in una era di oscurantismo, cancellando la manifestazione del dissenso, le voci critiche, quelle dei giornali e dei giornalisti che fanno informazione rispondendo a leggi e norme deontologiche. Il disegno è semplice, nel suo inquietante cinismo: far chiudere i giornali e lasciare campo libero alla comunicazione senza filtri e senza controlli, quella delle fake news che abitano sui social network: il terreno dove M5S e Lega hanno costruito il loro consenso. Ne parleremo...

________________________________________________

Il servizio Informazione online: il «tutto gratis» ha un prezzo altissimo di Marco Castelnuovo, Milena Gabanelli e Martina Pennisi pubblicato sul Corriere.it

blob:https://video.corriere.it/b6c9828e-3d5e-41bf-a3b6-715182cc434d


Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • verretti carlo ha scritto il 19 dicembre 2018 alle 00:37 :

    Dal tono di questo articolo, e dalle sue considerazioni finali, si capisce che il M5S sta facendo..bene! Rispondi a verretti carlo