25 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Settembre 2021 alle 07:15:05

Attualità

Verdi, Bonelli a Taranto: “Immunità erga omnes ancora più pericolosa”


“Tutti coloro che oggi parlano di Sistema Paese sono coloro i quali, da 7 anni e mezzo a questa parte, hanno avallato la sospensione dei diritti costituzionali della popolazione tarantina. Dicevano, mentendo, che avrebbero salvaguardato l’occupazione: oggi siamo di nuovo al punto zero. Qualcuno dovrebbe chiedergli conto di questo totale fallimento”.

È iniziata con queste parole la conferenza stampa con cui Angelo Bonelli, coordinatore dell’esecutivo nazionale dei Verdi, ha spiegato, a Taranto, quello che sta avvenendo riguardo alla questione dell’ex-Ilva.

“Al contrario del tanto sbandierato buon padre di famiglia, – ha proseguito, – su Ilva si è pensato di poter continuare indisturbati la produzione, senza curarsi dell’inquinamento che essa produceva. Accusano gli ambientalisti di voler chiudere l’Ilva, ma la realtà ci dice ben altro: è chi ci ha governato negli ultimi 7 anni e mezzo ad aver costruito una situazione che non ha creato alternative. Queste persone si chiamano Carlo Calenda, Matteo Renzi, Luigi Di Maio. Sono loro ad aver ammesso a gara e poi fornito lo scudo penale ad Arcelor-Mittal, un colosso al quale, ovunque sia presente nel mondo, sono contestati dei reati ambientali. Sono rimasto esterrefatto di fronte alla proposta  di presentare una norma sull’immunità penale erga omnes: vorrebbe dire esportare il modello Taranto nel resto d’Italia e avrebbe conseguenze devastanti sull’ambiente e sulla salute dei cittadini, oltre a rappresentare una palese violazione della nostra Costituzione”.

“Molti anni fa, abbiamo presentato un decreto Salva-Taranto che sarebbe possibile attuare se ci fosse la volontà politica mancata finora. In questi lunghi anni, – continua Bonelli prima di passare a illustrare le proposte dei Verdi per Taranto, – avremmo potuto realizzare un serio progetto di riconversione, come fatto nel bacino della Ruhr in Germania o a Bilbao, dove attualmente c’è un’occupazione di una volta e mezza maggiore rispetto al passato. Non possiamo permettere che passi un secondo di più: c’è bisogno di un provvedimento urgente che si occupi del lavoro usurante per poter mandare in pensione tutti gli operai che hanno acquisito almeno 20 anni di contribuzione; va istituita una no-tax area per le imprese che vogliono investire sul territorio, così da avviare finalmente quella riconversione a cui una politica seria dovrebbe anelare. Previa bonifica delle aree, abbiamo il dovere di portare qui a Taranto imprese ad alto contenuto tecnologico che possano occuparsi di innovazione e, quindi, di futuro. Oggi più che mai, – conclude Bonelli, – è urgente passare dall’economia della diossina all’economia della vita”.

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