La storia

​Addio a calici e bollicine... chiude “Nel regno di Bacco”​

Vittorio Carone si congeda dalla sua attività di commerciante​

Attualità
Taranto venerdì 04 gennaio 2019
di Claudio Frascella
Vittorio Carone
Vittorio Carone © Tbs

Dopo gli ultimi cestini natalizi, Vittorio Carone si congeda dalla sua attività di commerciante, a modo suo. Con le bollicine Moet & Chandon, Cristal e Dom Perignon, fra le più note al mondo.

Addio alla raffinatezza di Jack Daniel’s, Bacardi, Wild Turkey Bourbon e Smirnoff. Etichette, in ordine sparso, che hanno fatto del “Regno di Bacco”, una delle enoteche più celebrate al Sud e per le quali Taranto e la Puglia andavano fiere. Ottantadue anni portati magnificamente, Carone non si è mai fatto prendere la mano. Da commerciante purosangue le cose, come ci racconta, sono arrivate da sole.

Taranto, suo malgrado, dopo le festività ha perso un altro dei tasselli storici del Borgo. Come fosse il sipario di un palcoscenico in un centro sempre più asfittico di “spettatori”, “Carone” tira giù le saracinesche. Via Berardi, via Mazzini, angolo strategico, ideale per fermarsi in una pausa dello shopping. Guardare vetrine o entrare, si diceva, per osservare migliaia di marche esclusive e bottiglie provenienti da ogni angolo del mondo, coccolate in preziose cassette o infiocchettate in splendidi contenitori di cristallo di Boemia. «Scrivo la parola “fine” a un lungo capitolo della mia vita – dice Vittorio Carone – ma non avrò il tempo di dispiacermi, la decisione l’ho meditata a lungo, ma non potevo fare diversamente, ho i miei “annetti”; ho tre figlie, mi dedicherò ai miei nipoti, io che sono anche tre volte bisnonno; più contento di così… E poi, se il Cielo vorrà, andrò in crociera con mia moglie, girerò il mondo; farò quello a cui ho rinunciato in tutti questi anni di lavoro».

Il suo rapporto con il commercio comincia all’età di dieci anni. Otto fratelli, Vittorio vive nell’insegnamento di papà Tommaso, dipendente dell’Arsenale scomparso a quarantanove anni. «“I bambini non devono stare per strada!”, una delle regole principali dei miei genitori; così a dieci anni mi spediscono a fare il garzone in una macelleria, prima esperienza di vita; regola principale: educazione e rispetto, questo insegnavano i più grandi ai più piccoli». Piena guerra. «Dove oggi sorge l’Ospedale SS. Annunziata c’era un presidio militare, lì accanto un rifugio antiaereo; ricordo fuggi-fuggi, cieli illuminati e il rombo dei motori degli aerei nemici che sganciavano bombe». Finita la guerra, Carone compie il primo salto, diventa commissionario Parmalat. «Operavo in Sud America, Rio de Janeiro era il mio quartier generale e la sede di molte delle aziende con le quali avevo allacciato un rapporto commerciale.

Anni importanti in cui Taranto stava registrando il suo boom economico. Tornai e in una città che cominciava a vedere i primi palazzi signorili in pieno centro, rilevai la salumeria “Gambardella”, alle spalle già decine di anni di attività. Mi attivavo e pensavo a locali più grandi che potessero ospitare più idee e più merce. Aprii il primo self-service della città, “Special Market”: la gente spingeva il carrello, girava per scaffali, sceglieva e si dirigeva alla cassa».

Il “Regno di Bacco” è il passo successivo. «Mi orientai su un settore nel quale Taranto era ancora carente: amo la mia città, volevo fare le cose in grande, le mancava qualcosa che potesse permetterle un salto di qualità: ecco, dunque, la bottiglieria più fornita della Puglia». In centro le auto non erano così tante, non esisteva ancora l’idea di “isola pedonale”, esistevano ancora i doppi sensi di marcia.

«L’Italsider e il suo indotto, il porto che accoglieva navi mercantili, commercianti e imprenditori che regalavano assortimenti di champagne, liquori e vini fra i più ricercati: un autotreno scaricava tremila cestini per volta. Vetrine e insegne accese fino a notte fonda, una mia scelta: l’illuminazione dava spessore e bellezza a queste strade centrali». Fino alla decisione, lasciando un ricordo indelebile in una città che comincia a vivere di memoria. «Dieci, venti, trent’anni, senza che potessi godermi almeno una parte del frutto del mio lavoro. Così, mesi fa, ho parlato a moglie e figlie, loro hanno condiviso il percorso; dopo le festività e gli ultimi cestini, lascio, perché “chiudere” non mi si addice: ho comunicato ai miei dipendenti il proposito di “pensionarmi”. Mi fermo, prima di avvertire in pieno il peso degli anni che avanzano».

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I commenti degli utenti
  • Mariella Triuzzi ha scritto il 05 gennaio 2019 alle 16:47 :

    Un grazie sincero a un imprenditore che ha dimostrato in 34 anni di collaborazione commerciale, sempre correttezza, attenzione e disponibilità . Rispondi a Mariella Triuzzi

  • Francesco Semeraro ha scritto il 05 gennaio 2019 alle 12:52 :

    E per i dipendenti quale futuro? Li porta in crociera? Solidarietà per chi da un momento all’altro si è trovato senza lavoro. Rispondi a Francesco Semeraro

    Angela De Monte ha scritto il 21 gennaio 2019 alle 14:21 :

    Sig.Semeraro il suo commento qualifica la persona che lo ha scritto perché probabilmente Lei non solo non conosce il sig.Carone che è una delle persone piu' squisite che io abbia mai conosciuto ma è una persona che ha chiuso l' attività ad un' età di oltre 80 anni che ha passato tutta la sua vita a lavoro dando un esempio a tanti che aspirano la quota 100 laddove il Sig. Carone probabilmente ha superato i 150 !!!!! Rispondi a Angela De Monte

    aldo pastore ha scritto il 08 gennaio 2019 alle 19:04 :

    Ma prima di pubblicare il Suo commento , lo ha riletto?. Probabilmente ha scritto , tanto per...... Cosa vuole che facesse il Sig. Carone. La Sua squallida battuta: << se li porta in crociera?>> non merita nessun commento. Rispondi a aldo pastore

  • Alfonso ha scritto il 04 gennaio 2019 alle 16:56 :

    GRANDE!!! Un grande e caloroso abbraccio al Sig.CARONE ..... Rispondi a Alfonso

  • Luciano Forte ha scritto il 04 gennaio 2019 alle 15:18 :

    Grande Vittorio !!! Hai insegnato a molti come fare impresa. Goditi la meritata pensione 😘 Rispondi a Luciano Forte

  • Incalza Vito ha scritto il 04 gennaio 2019 alle 14:05 :

    Grandissima persona Rispondi a Incalza Vito

  • Pierluca Ripa ha scritto il 04 gennaio 2019 alle 13:23 :

    onore a te Vittorio Rispondi a Pierluca Ripa