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Ilva, consiglio regionale monotematico. Emiliano apre allo scudo

Secondo il Presidente in linea di principio rimane un'aberrazione giuridiuca, ma può essere utile come tattica


Un consiglio regionale richiesto settimane fa dall’opposizione e arrivato forse fuori tempo massimo. Tanto da non riuscire a ritrovare all’interno del dibattito dei consiglieri una linea argomentativa comune, consumandosi in interventi random che difficilmente riescono a legarsi in un discorso lineare.
Il Presidente Michele Emiliano apre i lavori con una lunghissima lettura di tutti i suoi comunicati stampa dal 2015 ad oggi, a ricucire la tela di una storia che lo ha visto protagonista di una vicenda politica interna soprattutto al suo partito e alle legislature in cui era al governo.
Tutte le opposizioni non mancano di criticare questa scelta espositiva che ha fortemente compromesso i lavori del consiglio, sottolineando come avrebbero preferito un intervento più mirato alla crisi che si sta consumendo in queste ore.
Renato Perrini ad esempio cita il comunicato odierno del Presidente che alle aziende dell’indotto ha promesso avrebbe provveduto la Regione a pagare le insolvenze di Mittal. Argomento non trattato però durante i lavori del consiglio, pur trattandosi di 60 milioni da sottrarre al bilancio regionale. “L’ennesima bufala” secondo il consigliere Perrini. “Ricorreremo ai fondi rotativi come come fatto per il Comune di Castellaneta” risponderà Emiliano.

La cronistoria di Emiliano arriva fino a quando, ricorda, fu lui a convincere i confederali a non firmare il contratto sotto il governo Gentiloni in scadenza. Notizia smentita immediatamente in diretta con un tweet durante il consiglio regionale, dal segretario Fim Cisl Marco Bentivogli.
Di nuovo rispetto al racconto del passato, Michele Emiliano inserisce la posizione sullo scudo: “rimane giuridicamente un’aberrazione, ma in una causa c’è bisogno anche di posizioni tattiche. Una posizione tattica necessaria per vincere la causa, pur conservando le posizioni di principio”. Quindi dopo anni di contrarietà, Emiliano non ostacola in questo momento l’adozione dell’esimente se necessaria per proseguire l’attività produttiva.

Importante poi il chiarimento da parte del Presidente rispetto al mantra che sempre è stato sbandierato in questi anni senza relativi dettagli: la decarbonizzazione. “Ovviamente – specifica Emiliano- quando parliamo di decarbonizzazione intendiamo di una decarbonizzaizone parziale”. “E allora questa gia c’è nel piano Mittal- gli fa notare il consigliere regionale – piano per cui oltre il punto di pareggio Mittal dovrà- o doveva- produrre senza carbone come stabilito dal piano ambientale su indicazione della viaas regionale 2012”.
Come non mancherà di fargli notare Franzoso, l’incongruenza tra l’affermare, come fa ancora oggi in consiglio il Presidente, che “ Afo Uno, Due e Quattro sono ancora illegali” e poi dichiarare che il loro spegnimento sarebbe illegale.

Gianni Liviano si chiede se la città di Taranto è in grado di fare a meno dell’impresa siderurgica. E fa notare come finanche ai fini ambientali la chiusura, così come paventata da ArcelorMittal, è ancora più pericolosa. Per Liviano la prima cosa da fare, sempre che ArcelorMittal non stia bluffando, “è chiedere la riconsegna degli impianti, e mantenerli in fase di preriscaldo, affidandoli a commissari tecnicamente un po’ più competenti”.

“In ogni caso-ha detto Michele Mazzarano- la fabbrica non potra più impegnare diecimila lavoratori, per cui l’unica possibilità è ridimensionamento e transizione tecnologica”.

Prima dell’intervento di replica del Presidente, interviene l’assessore all’ambiente Stea annunciando la sua contrarietà all’impianto di compostaggio a Pulsano.

Alla fine Michele Emiliano sveglia la platea criticando pesantemente le opposizioni. “Nessuno di voi- attacca Emiliano ha detto nulla contro Mittal, che minaccia la sovranità nazionale. Questo dovete dire a Salvini, questo è un attacco vero all’unità nazionale”. Marmo stizzito si smarca da questa associazione, ma Emiliano rimarca la dose: “è stata cavalcata la situazione dei debiti dell’indotto solo per attaccare il governo, cosi come ha fatto Mittal che ha architettato tutta questo complotto per attaccare il governo italiano con una strategia mai vista prima al mondo. Noi stiamo dalla parte del governo Conte, e questo da fastidio ai fan dei tumori che ora sono preoccupati perchè io ho convinto questo governo ad aprire alla decarbonizzazione”.
Emiliano esce dall’aula e il consiglio resta a discutere se votare o meno gli ordini del giorno presentati. Quello dell’opposizione impegna il consiglio a chiedere lo scudo, come del resto Emiliano ha chiesto nel suo intervento. Ma l’opposizione dei 5 stelle non riesce a mettere tutti d’accordo. Discussione rinviata a mercoledi. Chissà se non faccia prima il governo, la Procura o Mittal.

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