19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

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Afo2, lunedì mattina Ilva in As chiederà proroga spegnimento

di Annarita Digiorgio

Altoforno 2
Altoforno 2

Domani mattina Ilva in As depositerà presso il tribunale di Taranto istanza di proroga per lo spegnimento di Afo2. 

E’ fissata per il 13 dicembre la data ultima per lo spegnimento dell’altoforno, su richiesta del pm Antonella De Luca della Procura di Taranto. 

Gia il 13 novembre i commissari avevano presentato l’analisi del rischio, secondo cui ad oggi la possibilità che si verifichi un incidente è pari a 1 su 100 milioni. 

Il documento sull’analisi del rischio di 2500 pagine, è sulla scrivania di Barbara Valenzano, nominato custode giudiziario dell’area a caldo dal gip Todisco e dirigente del dipartimento ambiente nominato da Michele Emilano. 

Lo scorso luglio la Procura di Taranto aveva disposto l’avvio delle procedura di spegnimento dell’altoforno. L’impianto era stato sottoposto a sequestro preventivo dopo l’incidente costato la morte nel 2015 dell’operaio Alessandro Morricella investito da una colata incandescente. 

Il provvedimento firmato da De Luca, e vistato dal procuratore Carlo Maria Capristo, si fondava sulla nota del custode giudiziario Barbara Valenzano dell’8 ottobre 2018. Secondo il custode delle sette prescrizioni imposte, e impartite con la restituzione dell’impianto (datata 7 settembre 2015), due non erano state attuate affatto; tré erano state parzialmente attuate e solo due erano state attuate completamente.

Nel provvedimento di 13 pagine il giudice Maccagnano sottolineava come «Afo 2 sino ad oggi ha marciato ininterrottamente per quattro anni m virtù di provvedimenti di carattere legislativo e giudiziario, nonostante per un quadriennio siano perdurate le esigenze cautelari sottese alla misura preventiva, senza che il legislatore abbia previsto un corretto bilanciamento fra i valori che vengono in risalto nel caso m specie». Il magistrato inoltre evidenziava come «le esigenze cautelari sarebbero obiettivamente frustate ove si consentisse l’attività di impresa presso l’Afo 2 e ciò in quanto i lavoratori sarebbero ancora esposti al rischio di verificazioni di eventi dello stesso tipo di quello occorso a Morricella». 

Nelle more della decisione del giudice Maccagnano dunque il custode Barbara Valenzano ha cominciato le operazioni di spegnimento dell’impianto che sono state affidate alla ditta Paul Wurth. 

Successivamente nel verbale di verifica del 26 settembre l’ingegner Valenzano ha evidenziato di aver «preso visione dello stato di avanzamento del programma di spegnimento». E ha precisato «che è stata implementata tutta l’ingegneria di dettaglio e costruttiva; sono state consegnate tutte le necessarie forniture e la ditta incaricata risulta pronta ad intraprendere le attività di spegnimento». 

Quindi afo2 era gia in fase di spegnimento, ad opera di Ilva in As, sotto vigilanza della procura e del custode giudiziario. E senza accuse di sabotaggio.

Successivamente Ilva in as ha fatto richiesta di riesame, accolta. IL tribunale dell’appello ha concesso circa 90 giorni di tempo per adempiere le prescrizioni, subordinando a tale incombenza il prosieguo della facoltà d’uso.

Ora toccherà al giudice Maccagnano valutare quella mole di carte. Se dovesse prendere per buona l’analisi di rischio presentata, ciò spianerebbe la strada alla richiesta di proroga per l’ultimazione delle prescrizioni. Secondo i tecnici è necessario un anno di tempo. 

Da piano industriale Mittal afo2 avrebbe interrotto il suo ciclo produttivo nel 2023, all’accensione di Afo2. 

In tutta questa vicenda giusiziaria infatti Mittal poco c’entra, dovendo solo lavorare con un altoforno sottosequestro dl 2015 e che Ilva in as doveva mettere in sicurezza. 

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