22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 06:45:31

Attualità

Afo 2, entro il 5 dicembre l’ingegner Valenzano decise se si spegne

di Annarita Digiorgio

Altoforno 2
Altoforno 2

Sarà Barbara Valenzano a decidere sullo spegnimento dell’altofrono 2.

E’ a lei infatti, il custode giudiziario dell’area a caldo, e super direttore del dipartimento Ambiente regionale nominata direttamente da Michele Emiliano (e fautrice del suo piano di decarbonizzazione Ilva)  che il giudice Il giudice monocratico del Tribunale di Taranto dottore Maccagno ha affidato il compito di effettuare una super perizia per valutare l’analisi del rischio presentata lunedi scorso da Ilva in as.

Entro il 5 dicembre la Valenzano dovrà leggere le 2500 pagine consegnate dai Commissari e relazionare in primo luogo sulle prescrizioni già attuate da Ilva in As dal 2015  verificando che rispettino i requisiti di sicurezza necessari per i lavoratori.

Parere che era stato negativo l’8 ottobre 2018. Quando in una nota scriveva che delle sette prescrizioni imposte, e impartite con la restituzione dell’impianto (datata 7 settembre 2015), due non erano state attuate affatto; tré erano state parzialmente attuate e solo due erano state attuate completamente.

Da allora nessun nuovo lavoro è stato effettuato dai Commissari sull’impianto, inottemperanza che ha portato alla richiesta lo scorso luglio, da parte della Procura di Taranto, dell’avvio delle procedura di spegnimento dell’altoforno. Nelle 13 pagine del provvedimento di chiusura il giudice Maccagnano sottolineava come «Afo 2 sino ad oggi ha marciato ininterrottamente per quattro anni m virtù di provvedimenti di carattere legislativo e giudiziario, nonostante per un quadriennio siano perdurate le esigenze cautelari sottese alla misura preventiva, senza che il legislatore abbia previsto un corretto bilanciamento fra i valori che vengono in risalto nel caso m specie». Il magistrato inoltre evidenziava come «le esigenze cautelari sarebbero obiettivamente frustate ove si consentisse l’attività di impresa presso l’Afo 2 e ciò in quanto i lavoratori sarebbero ancora esposti al rischio di verificazioni di eventi dello stesso tipo di quello occorso a Morricella». L’impianto era stato sottoposto a sequestro preventivo dopo l’incidente costato la morte nel 2015 dell’operaio Alessandro Morricella investito da una colata incandescente, il cui processo in questi giorni si avvia a dibattimento del primo grado.

Nelle more della decisione del giudice Maccagnano dunque il custode Barbara Valenzano ha cominciato a luglio 2019 le operazioni di spegnimento dell’impianto che sono state affidate alla ditta Paul Wurth.

Successivamente nel verbale di verifica del 26 settembre l’ingegner Valenzano ha evidenziato di aver «preso visione dello stato di avanzamento del programma di spegnimento». E ha precisato «che è stata implementata tutta l’ingegneria di dettaglio e costruttiva; sono state consegnate tutte le necessarie forniture e la ditta incaricata risulta pronta ad intraprendere le attività di spegnimento».

Quindi afo2 era gia in fase di spegnimento, ad opera di Ilva in As, sotto vigilanza della procura e del custode giudiziario. E senza accuse di sabotaggio.

Successivamente Ilva in as ha fatto richiesta di riesame, accolta. Il tribunale dell’appello ha concesso circa 90 giorni di tempo per adempiere le prescrizioni, subordinando a tale incombenza il prosieguo della facoltà d’uso. 90 giorni che scadono il 13 dicembre, data fissata, ad oggi, per lo spegnimento. 

Il 13 novembre i commissari avevano presentato l’analisi del rischio, secondo la quale la possibilità che si verifichi un incidente  su afo 2 afd oggi è pari a 1 su 100 milioni.

Oltre al parere su questo documento, il custode giudiziario incaricato dalla procura dovrà anche espimere un parere sui tempi previsti da Ilva in as per l’attuazione delle prescrizioni.

Secondo la ditta incaricata dai commissari per la messa in sicurezza, la Paul Wurth (che è la stessa incaricata da Mittal per lo spegnimento), sono necessari in totale 14 mesi. La messa in sicurezza comprende 6 nuove automazioni. 

Toccherà poi al pm De Luca decidere su quella perizia, e quindi se concedere una proroga di un anno o confermare lo spegnimento dell’altoforno fissato per il 13 dicembre. 

Stranamente però Mittal e Governo si sono accordati dinanzi al giudice di Milano per proseguire l’attività fino al 20 dicembre.

E ancora piu stranamente Ilva in as ha gia saldato alla Paul Wurth un terzo del compenso necessario per i lavori di messa in sicurezza, che ammontano a 10 milioni di euro. Tutta questa fretta dalla morte di Morricella nel 2015 non si era mai vista.

Da ultimo c’è da considerare che su questo altoforno sotto sequestro e di cui non si sa se deve essere spento o accesso, ma soprattutto se è o meno in sicurezza, oggi è Mittal a tenerci a lavorare gli operai.

Almeno fino al 4 dicembre, giorno ultimo previsto prima della cessione di ramo d’azienda ex art. 47 che ricordiamo essere ancora in corso, e di cui stranamente non parla nessuno. Nonostante tecnicamente tra una settimana Mittal riconsegna impianto e manodopera a Ilva in As.

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