15 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Aprile 2021 alle 13:32:53

Attualità

Ilva, prorogata la cassaintegrezione per altre 13 settimane. D’alò (Fim): “No ad accordi su decisioni non condivise”

L'azienda avvia manutenzione straordinaria degli impianti per una nuova ripresa


Mittal ha comunicato oggi ai sindacati la proroga per altre 13 settimane della cigo per l’Ilva di Taranto. 

La cassa integrazione era partita il 2 luglio 2019. 

“Tale decisione-si legge nella nota-è scaturita dal permanere delle criticità di mercato e dall’insufficienza della domanda di acciaio a livello europeo e globale. 

In particolare, nell’ottica del miglioramento della qualità della produzione e dell’efficienza ed affidabilità degli impianti, e proprio in funzione della auspicata ripresa della piena funzionalità degli stessi, la Società ha avviato, in costanza di CIGO, attività di manutenzione ordinaria e straordinaria. 

Quanto innanzi è diretto al recupero di una posizione nel mercato di riferimento, idonea a ripristinare la tendenziale saturazione degli impianti dello stabilimento di Taranto, pur in un contesto economico di stagnazione permanente e, secondo una parte degli analisti economici, pre recessivo. 

Sul piano commerciale sebbene il PIL italiano per il 2019 si sia atteso ad un livello di crescita zero, nei primi 8 mesi dell’anno sono aumentate le importazione dai Paesi Terzi per i prodotti Flat del 4,4%, mentre per lo stesso dato riderito ai prodotti Strip Mill (coils) l’aumento è quasi del doppio ovvero 8,2%. 

Questo significa che, nel periodo da gennaio ad agosto, il mercato ha approfittato in maniera speculativa dei pressi bassi offerti dai Paesi Terzi facendo aumentare artificialmente la domanda apparente mentre quella reale è rimasta relativamente bassa. 

In aggiunta va detto che nel quarto trimestre, visto lo squilibrio creato tra domanda apparente (alta) e domanda reale (bassa), è iniziata una fase forte di destockaggio e soltanto nelle ultime due settimane il mercato ha incominciato ad acquistare nuovamente per consegna nei mesi di gennaio febbraio marzo. 

Con riferimento alla proponenda richiesta in proroga, si comunica che il numero medio di sospensioni in cigo effettivamente poste in essere nel periodo intercorrente tra l’inizio del perdiodo di sospensione ed il 30 novembre us, è stato di 560 unità, con punta massima di 963. 

Pertanto le sospensioni della prestazione lavorativa relative al periodo oggetto di proroga, che saranno operate a zero ore, potranno interessare contestualmente fino ad un numero massimo di 1273 dipendenti per giornata lavorativa. 

La società propone la data del 9 dicembre per un incontro con le rsu al fine di fornire eventuali chiarimenti.” 

Invito che al momento sembrerebbe rifiutato. “Così come non abbiamo condiviso l’avvio della procedura di Cigo – dichiara Valerio D’alò della Segreteria Nazionale Fim Cisl– allo stesso modo non riteniamo sensato proporre accordi sulla sua proroga. Il sindacato ha posto delle condizioni che furono respinte a beneficio del salario dei lavoratori. Senza di queste è inutile qualsiasi discussione. Ora la Regione deve sentirsi coinvolta – aggiunge D’Alò-perché sia garantita l’integrazione salariale dei dipendenti Mittal. La vicinanza non sia solo a parole.”

1 Commento
  1. Giovanni Cazzato 1 anno ago
    Reply

    Qui stiamo a discutere di cassa integrazione mentre brucia tutta la casa. Ma è possibile che si debba procedere in questo modo: alla giornata? Occorre guardare oltre il proprio naso e i giochetti tra sigle sindacali, tra il sindaco e il presidente della regione. Buono quello!.
    Quando affrontare seriamente i problemi? crisi di mercato, sicurezza sul lavoro e ambiente, sblocco dei finanziamenti e dei cantieri anche con provvedimenti mirati, piano di risanamento ambientale. Tutto cio sapendo che non si può continuare a dire : partiamo dall’accordo. Occorre un nuovo accordo e comunque tutto non si tiene. Per questo serve realismo e coraggio da parte di tutti sindacati , governo e impreditori piccoli e grandi. No a ricette facili che nessuno ha, ma che tanti invocano.

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