15 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Aprile 2021 alle 19:30:02

Attualità

Mittal, licenziamenti & cO2: quei conti che però non tornano

di Annarita Digiorgio

produzione cO2 Ilva di Taranto
produzione cO2 Ilva di Taranto

“Arcelor Mittal, la multinazionale dell’acciaio che ha appena an-nunciato di voler licenziare 4700 operai dell’Ilva di Taranto, lo sta facendo per una speculazione finanziaria?”
È il dubbio sollecitato durante la puntata del programma televisivo Le Iene andata in onda lo scorso martedi.
“Proprio nei giorni in cui decine di migliaia di persone sono scese in piazza per lo sciopero generale contro i licenziamenti annunciati a Taranto- la Iena Gaetno Pecoraro è andata in Belgio, per raccogliere le testimonianze di chi è già passato dal dramma della perdita del posto di lavoro in Arcelor-Mittal.
Ed è proprio uno di quegli operai belgi licenziati, a svelare la strategia: “il governo belga ha regalato a Mittal le quote di CO2 per produrre, ovvero i permessi per inquinare. Mittal invece di usarle, licenzia i lavoratori, e poi se le rivende in borsa, perché c’è un mercato di queste quote. Ovviamente- dice l’operaio alla Iena- siamo in Europa quindi come hanno fatto in Belgio stanno facendo in Italia”.

Stiamo parlando del cosidetto sistema europeo ETS. Per limitare le emissioni cO2 dal 2005 l’Europa ha stanziato un totale di quote divise per Paese che fissano il tetto massimo europeo di cO2 dell’anno. Ogni anno diminuiscono. Ogni Paese le suddive tra le varie aziende presenti sul territorio nazionale. Ogni azienda quindi ha a disposizione per quell’anno un budget di quote di cO2 da consumare. Ad esempio ilva quest’anno ha quote di cO2 per dieci milioni di tonnellate. Il prossimo anno ne avrà il 2% in meno. Se supera questo livello di cO2 deve comprare quote da qualche altra azienda che ne ha in eccedenza avendone prodotte meno del suo tetto massimo a disposizione. Infatti Se non arriva al tetto massimo può scambiarle con altre aziende, in cambio di denaro. Alla fine il totale massimo di produzione di cO2 consentito nell’anno non deve superare le quote concesse. Quindi o produci cO2 o prendi i soldi in cambio di quella che non hai prodotto. L’obiettivo sarebbe quello di venderne di piu incentivando a produrre meno c02. È chiaro che non lo si realizza licenziando, altrimenti converrebbe chiudere proprio l’azienda. Ma ammodernando gli impianti con nuove tecnologie in grado di ridurre la cO2 prodotta (ad esempio a Linz sostituiscono parte di carbon coke con la plastica end of waste).

L’operaio licenziato da Mittal in Belgio e intervistato da Le Iene dice che Mittal sta licenziando per produrre meno cO2 e quindi per vendere le sue quote corrispondenti a quella che non ha prodotto, in cambio di denaro. Potrebbe essere anche vera questa ipotesi, ma va considerato che licenziare gli operai per produrre meno cO2, significa produrre meno prodotto finito e quindi meno guadagni. Ad oggi piu o meno vendere le quote di cO2 corrisponde circa a 30 euro a tonnellata, mentre l’acciaio finito corrisponde a un guadagno netto di almeno 500 euro a tonnellata. Insomma scambiare le quote con l’acciaio non è proprio un gran guadagno.

Ora vediamo la situazione di ilva. E’ dal 2012 che lo stabilimento di Taranto produce la metà di cO2 delle quote che ha a disposizione. Non perchè ha licenziato gli operai (da 2012 a 2018 zero esuberi), ma perchè ha prodotto un terzo della quantità di acciaio che quello stabilimento consente (e che faceva fino al 2012).
Le Iene direbbero che “le scambia a soldi da tempo”.

Ma anche in questo caso non è un gran guadagno. A maggior ragione lo sarebbe per Mittal. Come Le Iene stesse calcolano nel servizio, Mittal licenziando 4700 dipendenti guadagnerebbe 200 milioni. Ma per tenere una produzione così bassa nell’ultimo anno ne ha gia persi 700. Insomma la calcolatrice continua a dare segno meno.

Senza considerare che se la cO2 fosse un inquinante locale, come il pm2.5 per esempio, dovremmo giovarci che Ilva vende le sue quote in cambio di denaro facendola produrre a un’altra azienda europea. Ma la cO2 non danneggia il singolo territorio.

Stante che non è questo quindi il caso, proprio perche come si vede dal grafico Ilva ha quote di cO2 in accesso ad abundanziam da anni anche senza licenziare, e che comunque i futuri licenziamenti non prevedono ulteriore riduzione di produzione di acciaio, Le Iene, e non solo, a questo punto dovrebbero decidersi. Poichè la settimana scorsa andava in onda un servizio sui veleni che oggi produrrebbe Ilva, e ieri sul fatto che licenzia i lavoratori per ridurre cO2 (e di conseguenza anche gli inquinanti) che facciamo: denunciamo il climate Monster o il fatto che licenzia per produrre meno cO2? Uno e uno a puntate alterne?

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