15 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Aprile 2021 alle 13:32:53

Attualità

I punti dell’accordo tra Mittal e Governo senza sindacati


I legali di ArcelorMittal e quelli di Ilva in As, che portano avanti la partita per conto del governo, hanno trattato giovedì fino a notte tarda per capire se erano maturate le condizioni necessarie per arrivare a un’intesa. Nella mattina di venerdì sono arrivati a firmare l’accordo: quattro pagine, scritte in inglese, in cui le parti sottolineano “l’impegno per elaborare un nuovo piano industriale”.
lL termine scelto per il memorandum è Heads of Agreement, cioè un documento di intenti, non vincolante.

Innanzitutto, c’è la questione della trasformazione produttiva. Il progetto prevede l’impiego di due forni elettrici e l’utilizzo di preridotto di ferro, a spese di una newco pubblico-privata.
Il secondo punto riguarda proprio il coinvolgimento dello Stato italiano in termini di investimento e di modalità di partecipazione.
Il terzo tema sono gli esuberi. Mittal ne contempla 6 mila, governo arriva a 2 mila.

Non si parla del livello di produzione.
Ma l’a.d. di ArcelorMittal Italia avrebbe fatto inserire una clausola cautelativa da parte del gruppo franco-indiano secondo cui ArcelorMittal si impegna a gestire lo stabilimento di Taranto “in modo da assicurare, compatibilmente con i vincoli posti dalla decisione del tribunale di Taranto, il funzionamento e la continuità delle attività produttive”. Ma se fosse confermata la chiusura dell’altoforno 2, non sarà più possibile “mantenere i livelli di produttività indicati nell’udienza del 27 novembre scorso”.
“Nell’udienza di oggi si è dato dunque atto dell’accordo raggiunto, senza consegnarlo al giudice, E si è preso atto delle dichiarazioni dell’ad di ArcelorMittal che ha ribadito gli impegni presi – spiega l’avvocato di Ilva in AS Giorgio De Nova -. “Quindi noi abbiamo chiesto i termini del 20 gennaio per il deposito della memoria e la controparte al 31”.

Il giudice civile di Milano ha quindi disposto il rinvio della causa al 7 febbraio.

E’ stato il ministro Stefano Patuanelli ad autorizzare i Commissari straordinari di Ilva alla firma dell’accordo con ArcelorMittal. “È un accordo nell’interesse del Paese, dei creditori e dei lavoratori, in cui ci sono i temi generali di cui ha parlato la stampa” ha dichiarato il commissario Alessandro Danovi.

Di diverso avviso i sindacati: “Non conosciamo ancora i contenuti dell’accordo raggiunto tra l’Amministrazione straordinaria e ArcelorMittal. È stato un percorso inedito e di un’inaudita gravità che non ha visto il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali. Sarebbe intollerabile scoprire, dopo la pubblicazione del documento, che ci sia stata un’intesa che rende superflua la trattativa con le organizzazioni sindacali, così come accaduto con il governo Gentiloni”. È il commento a caldo di Rocco Palombella, Segretario Generale Uilm, dopo l’annuncio dell’intesa raggiunta tra ArcelorMittal e Commissari dell’Ilva Spa.
“Chiediamo un incontro immediato – continua il leader Uilm – per capire in che modo si pensa di porre in essere il risanamento ambientale, il piano industriale e quali saranno i livelli occupazionali garantiti”.
“Per quanto ci riguarda – conclude – esiste un solo piano ambientale, un solo piano industriale e la salvaguardia di tutti i lavoratori, sia diretti che dell’indotto. Sono quelli previsti dall’accordo del 6 settembre 2018. La trattativa con ArcelorMittal non può che partire da queste condizioni”.
“Non siamo disponibili ad una trattativa a tempo ancor più se sul tavolo c’è la spada di Damocle dei licenziamenti. Un negoziato non si avvia con una data di ‘scadenza’”, ha dichiarato invece la numero uno della Fiom Francesca Re David.
Ancora più dura la Fiom di Genova: “Arcelor Mittal e il Governo trattano senza i lavoratori, ma non berremo il loro calice amaro”. A dirlo il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro-“Azienda e governo trovano una loro mediazione annullando l’accordo del 6 settembre 2018 votato dalla stragrande maggioranza dei lavoratori – prosegue il segretario della Fiom e buttano nel cestino una gara internazionale riscrivendo a loro piacimento le regole e le leggi”. Per i sindacati invece quell’accordo vale: “e non accetteremo nessun esubero fra i 12.500 dipendenti, compresi i lavoratori in Ilva in amministrazione controllata e i giovani neoassunti né un euro in meno di salario”.
Per la Fiom “Governo e Mittal pensano di scaricare le loro contraddizioni sui lavoratori tagliando posti di lavoro e salario e farci passare i pantaloni dalla testa, ma non si facciamo illusioni, non berremo il loro calice amaro”.

 

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