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Cassaintegrati Ilva in as: richiesta di un incontro urgente con sindacati e governo

Il contratto 2018 prevedeva il loro reintegro in Mittal al 2023. Con il nuovo piano si rischia non avvenga mai più.

Il Premier Conte nello stabilimento Ilva
Il Premier Conte nello stabilimento Ilva

 

Gli operai in cassa integrazione di Ilva in Amministrazione Straordinaria chiedono una convocazione urgente a rappresentanze sindacali e governative.

“Gli scriventi lavoratori in CIGS in carico all’Amministrazione Straordinariadell’Ilva di Taranto dopo circa 14 mesi di abbandono totale ed estromessi da qualsiasi tipo di confronto o dialogo, tengono a far sentire finalmente la propria voce, soprattutto dopo il clamoroso accordo del 6 SETTEMBRE 2018, nel quale, ci teniamo a sottolineare, non siamo mai stati coinvolti per alcuna condivisione o scambio di vedute sulla questione.

A tal proposito, infatti, ricordiamo che solo ad intesa raggiunta e relative firme in calce, il documento fu’ posto al voto dei lavoratori, tra l’altro, con procedure di votazione a dir poco discutibili.

Siamo oggi a conoscenza, grazie ai media e non certo per merito delle vostre informative, che proprio quel contratto stipulato lo scorso anno rischia già di decadere.

Il 20/12/2019 presso il Tribunale di Milano, infatti, si sono incontranti i Commissari dell’ex Ilva e i rappresentanti della proprietà (Arcelor Mittal), sottoscrivendo un ulteriore accordo di base per il salvataggio dello stabilimento entro il 31 gennaio 2020 e per la rimodulazione di un nuovo piano industriale.

Inoltre diventa sempre più insistente la volontà del Governo di intervenire con un decreto legislativo dal nome “Cantiere Taranto”, creando ulterioriincertezze e dubbi sui lavoratori, in quanto dalla bozza circolata si evincono condizioni ben diverse da quelle firmate in sede ministeriale lo scorso settembre 2018, il tutto condito da un ennesimo libro dei sogni privo di reali e concrete coperture finanziarie.

Visti i numerosi errori del passato che vi hanno reso protagonisti e che ci hanno condotto ad una plateale sconfitta della salvaguardia di ogni diritto del lavoratore, chiediamo di invertire la tendenza e di essere, questa volta anche noi protagonisti di eventuali decisioni che riguardano il nostro futuro.

Pertanto vi chiediamo che sia convocata un’assemblea urgente e retribuita entro le due prime settimane di Gennaio, in una sede pubblica scelta dall’AMMINISTRAZIONE STRAORDNARIA con la collaborazione delle segreterie sindacali, alla quale riteniamo necessaria la presenza dei rappresentanti Governativi locali e possibilmente quella dei Commissari dell’Amministrazione Straordinaria, per chiarire tanti aspetti della vertenza ancora oggi avvolti in una coltre poco trasparente.

Solo con il dialogo ed il confronto- concludono- si può raggiungere una crescita culturale e lavorativa non con i silenzi e l’indifferenza avuti fino ad adesso.

Attendiamo un cortese e celere riscontro”.

 

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