20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 15:55:41

Attualità

2019: Record annuale visitatori al Castello Aragonese


 

Il Castello Aragonese di Taranto saluta il 2019 registrando l’incredibile successo di 138.587 visitatori, superando del 14% il già notevole risultato ottenuto nel 2018 di  121.575 visitatori.

Di questi, 49.312 provengono da Taranto e provincia, 68.284 dal resto d’Italia e ben 20.991 stranieri.

Complessivamente dall’apertura del Castello al pubblico nel 2005 i visitatori sono stati 1.010.075 di cui 354.476 Tarantini, 536.855 provenienti dal resto del Paese, 118.744 stranieri. Le reazioni positive ed entusiastiche dei visitatori  evidenziano l’importanza dell’opera della Marina Militare, attiva a 360° degli interessi del paese,  anche a tutela del patrimonio culturale e storico nazionale.  

Oltre alle visite, continua senza sosta la valorizzazione culturale del sito attraverso le attività di manutenzione, di restauro e di ricerca archeologica  in collaborazione con la Soprintendenza ai beni culturali e artistici della Provincia di Brindisi, Lecce e Taranto.

 

Con la sua forma quadrangolare occupa l’estremo angolo dell’isola su cui sorge il borgo antico della città, forma modificata negli anni. Inizialmente era solo una “Rocca” fatta da torri alte e strette e solo nel 1486 l’architetto militare, “Francesco di Giorgio Martini”, ebbe l’incarico di ampliare il castello conferendogli la forma che oggi possiamo ammirare.

A memoria della sua realizzazione una lapide murata sulla “Porta Paterna” che adornata dello stemma degli Aragonesi inquartato con l’arma dei d’Angiò riporta: “Re Ferdinando aragonese, figlio del divino Alfonso e nipote del divino Ferdinando, rifece in forma più ampia e più solida questo castello cadente per vecchiaia, perché potesse sostenere l’impeto dei proiettili che è sopportato col massimo vigore – 1492.”

Nel corso degli anni la struttura venne rafforzata con nuove torri ed il suo impiego cambiò passando da struttura militare per la difesa a dura prigione fino al 1887, anno in cui il castello torna ad essere sede militare e più precisamente della Marina Militare.

Nella sua storia si ricorda la lunga prigionia del Generale Dumas, primo generale di colore della storia e fonte d’ispirazione del celebre romanzo “Il conte di Montecristo” scritto da suo figlio Alexandre Dumas.

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